Tartarughe marine in Toscana: schiuse le uova anche a Grosseto

Nei giorni scorsi anche il nido sulla spiaggia delle Marze ha dato i suoi frutti e sono nati 13 esemplari di baby Caretta Caretta

Non è ancora finita l'estate d'oro delle tartarughe marine in Toscana. Anche la nidiata di Caretta Caretta sulla spiaggia delle Marze a Grosseto è andata a buon fine: nei giorni scorsi si sono schiuse le uova e in tutto 13 esemplari di piccole tartarughe si sono avviate verso il mare, seguendo l corridoio protetto creato per consentire il loro passaggio in tutta sicurezza e garantirne l'ingresso in acqua dove hanno nuotato ininterrottamente per oltre 24 ore per raggiungere le correnti dove si concentrano le quantità di nutrienti maggiori.

La nidiata complessiva si dovrebbe aggirare tra le 80 e le 100 uova; il numero è però difficile da quantificare, in quanto le femmine di tartaruga depongono le proprie uova in buche profonde ricoprendole poi con cura, questo per consentire la giusta temperatura di incubazione e nascondere le uova alla vista dei predatori. L'osservazione degli operatori di Tartamare, che ha curato tutte le operazioni fin dall'inizio, resterà dunque costante durante le prossime nottate per accompagnare le prossime schiuse.

Il nido di Caretta Caretta, scoperto a sorpresa sulla spiaggia di Marina di Grosseto nel luglio scorso, era stato messo in sicurezza e costantemente monitorato notte e giorno, da Tartamare in collaborazione con il Comune di Grosseto, la Guardia Costiera e dai ricercatori e volontari delle associazioni naturalistiche ed ambientalistiche territoriali e nazionali: Sea Shepherd, Wwf e Wwf Young, Legambiente e Sos Animali Onlus. Un ringraziamento particolare va al camping Le Marze per aver dato massima disponibilità nel concedere agevolazioni per l'alloggio ai volontari provenienti da tutta Italia e presenti in loco.

Le uova sono state deposte di notte tra il 18 e il 19 luglio. La schiusa è dunque avvenuta dopo 61 giorni di incubazione, periodo più lungo della media in quanto le temperature della sabbia, costantemente rilevate con strumenti scientifici dai ricercatori, sono risultate molto basse.

21/09/2019