Una scoperta archeologica straordinaria sta emergendo alle Terme di Sorano, in provincia di Grosseto, dove uno scavo archeologico in corso ha portato alla luce una struttura legata all’uso delle acque termali in epoca preistorica.
Le indagini si sono concentrate al Bagno dei Frati, una vasca termale storica del XV secolo, collocata all’interno del parco termale delle Terme di Sorano: qui è venuta alla luce sul fondo di una vasta cavità scavata nel banco roccioso, una struttura di forma ellissoidale, realizzata con blocchi di travertino e tufo. Durante le operazioni è stata inoltre intercettata una falda antica di acqua termale, mai individuata prima, elemento che rafforza l’importanza del sito e il suo legame diretto con le sorgenti.
L’uso delle acque termali di Sorano nel Neolitico
Le analisi al radiocarbonio (C14), effettuate su materiali rinvenuti in diretto contatto con le strutture, confermano una datazione compresa tra il 4495 e il 4335 a.C., collocando la scoperta in piena età Neolitica, 6.500 anni fa. La cronologia è supportata anche dal rinvenimento di manufatti litici e frammenti ceramici, che attestano una frequentazione umana strutturata dell’area.
I dati emersi suggeriscono che le acque termali di Sorano fossero già conosciute e utilizzate dall’uomo nel Neolitico, probabilmente con finalità salutari e forse culturali. Le ricerche proseguiranno grazie al rinnovo biennale della concessione ministeriale e una parte rilevante del sito resta da esplorare.

Manetti: “La Toscana terra di tesori archeologici”
“Il Bagno dei Frati è un sito di straordinaria importanza scientifica – ha dichiarato l’assessore alla cultura della Toscana Cristina Manetti – perché offre nuovi e fondamentali elementi per la conoscenza delle frequentazioni umane in età neolitica e del rapporto tra le comunità antiche e le risorse naturali, in particolare le acque termali”.
Secondo Manetti, il ritrovamento rafforza il ruolo della Toscana come regione capace di restituire testimonianze che attraversano tutte le epoche storiche. “La nostra è una terra che continua a sorprendere – ha aggiunto – e ogni scoperta arricchisce un patrimonio culturale unico, che va tutelato e valorizzato con responsabilità e visione”.
L’assessore ha infine espresso soddisfazione per il lavoro svolto da archeologi, Soprintendenza ed enti locali, sottolineando come i risultati delle ricerche possano aprire nuove prospettive di studio e rappresentare un’opportunità di crescita culturale per il territorio.
La direzione scientifica degli scavi alle Terme di Sorano è affidata a Stefano Giuntoli, con la vicedirezione di Domenica Palmieri e Francesco Zabban, in collaborazione con il geologo Fabio Lorenzi, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.