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Caravaggio: viaggio nei capolavori degli Uffizi a 450 anni dalla nascita

Bacco, Medusa e il Sacrificio di Isacco tre opere a Firenze di uno dei pittori più importanti dell’arte barocca italiana

Caravaggio, Medusa

Il 29 settembre 1571 nasceva a Milano Michelangelo Merisi che sarebbe poi passato alla storia come Caravaggio uno dei più importanti pittori del barocco italiano.

Fu un artista rivoluzionario con un’eccezionale sensibilità nell’osservazione della condizione umana fisica ed emotiva, accentuata dalla grande fedeltà al modello dal vivo e dall’uso scenografico della luce, caratteristiche al tempo in totale contrapposizione alla prassi accademica basata sullo studio dell‘arte classica.

Caravaggio rinuncia alla ricerca del “bello”, rifiuta le convenzioni, vuole rappresentare il “vero”, la condizione umana, la morte è il pensiero dominante nella sua arte.

Le sue opere si caratterizzano per un “realismo drammatico” come lo definì il critico Giulio Carlo Argan, in cui attraverso la luce che squarcia il buio il divino si rivela agli umili.

Ritratto di Caravaggio di Ottavio Leoni

Caravaggio fu un uomo dal carattere particolarmente irrequieto, nella sua breve esistenza (è morto a 38 anni nel 1610) affrontò gravi vicissitudini.

Data cruciale nella vita di Caravaggio fu il 28 maggio 1606.

Caravaggio uccise un uomo durante una rissa e condannato a morte, dovette fuggire per il resto della sua vita per scampare alla pena capitale. Morì a Porto Ercole a causa di un’infezione intestinale mal curata.

A 450 anni dalla sua nascita vi  proponiamo un viaggio nelle opere che potete ammirare oggi alle Gallerie degli Uffizi a Firenze.

Caravaggio, Bacco

Le opere di Caravaggio agli Uffizi

Nel febbraio 2018 agli Uffizi sono state inaugurate al primo piano dell’ala di Levante otto sale con un nuovo allestimento dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca.

Insieme a capolavori di pittori italiani ed europei tra cui Artemisia Gentileschi, Gherardo Delle Notti, Guido Reni, Annibale Carracci, Rubens, Rembrandt e altri sono esposte tre opere di Caravaggio.

Il Bacco realizzato tra il 1596-1598 rappresenta il dio del vino e dell’ebrezza, fu commissionato dal Cardinale Francesco Del Monte protettore del Caravaggio per regalarlo a Francesco I de’ Medici in occasione delle nozze del figlio Cosimo II.

Secondo l’iconografia tradizionale il dio seduto su una sorta di triclinio, avvolto in un lenzuolo, indossa una corona di foglie di vite, ha il petto scoperto e sembra offrire una coppa di vino appena versato, se ne intravedono le bollicine.

Alcuni sostengono che si tratti di un autoritratto di Caravaggio che lo realizzò usando degli specchi, per altri invece è un ritratto di Mario Minniti compagno e amico del pittore che aveva posato anche in altre opere.

Nel corso di  un restauro, sofisticate analisi hanno permesso di scoprire, all’interno della citata caraffa di vino, un volto di uomo, che i ricercatori ritengono essere l’autoritratto dello stesso Caravaggio

Caravaggio, Medusa

Una sala intera è dedicata alla Medusa forse uno dei quadri più celebri e potenti del Caravaggio realizzato nel 1598. Si tratta di un dipinto a olio su tela, montato su uno scudo di legno.

Anche questo è un regalo del Cardinale Francesco Del Monte al Granduca Ferdinando I, non a caso la medusa è un tema caro ai Medici in quanto allegoria della prudenza e della sapienza.

Caravaggio rappresenta la testa di Medusa staccata dal corpo, per mano di Perseo. L’elemento di maggiore pathos è senza dubbio l’espressione di Medusa, rappresentata nel momento dell’urlo.

Gli occhi spalancati ed allucinati, la tensione del corrugamento della fronte, la bocca spalancata che mostra i denti e il fondo oscuro dell’interno, sono esaltati dalla luce calda e improvvisa. La luce evidenzia anche la terrificante capigliatura di serpi.

L’opera è considerata un saggio delle grandi doti illusionistiche di Caravaggio, in grado di annullare, nella pittura, l’effetto di convessità dello scudo.

Caravaggio, Sacrificio di Isacco

Il Sacrificio di Isacco risale al 1603. L’opera rappresenta il momento in cui l’angelo blocca il braccio di Abramo a cui Dio chiese di uccidere l’unico figlio come prova della sua fede.

Abramo è un exemplum fidei, cioè un esempio di fede. Il sacrificio di Isacco non è “utile” a Dio, quanto piuttosto ai fedeli che vi possono riconoscere un esempio di fede assoluta in Dio, ma anche una prefigurazione del sacrificio di Cristo che, come Isacco, è stato immolato dal Padre.

L’opera è una delle rare tele di Caravaggio in cui sia presente un paesaggio sullo sfondo. I personaggi sono disposti sulla tela secondo un impianto piramidale, il cui vertice è costituito dalla testa di Abramo.

Il volto del giovane Isacco esprime tutta la drammaticità dell’episodio. In quest’opera, la violenza del gesto interrotto rimane sospesa, grazie all’intervento divino.

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