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David, sentenza storica contro una casa editrice: “Il suo diritto d’immagine va tutelato”

Il Tribunale di Firenze condanna una rivista al pagamento di 50mila euro per aver “maliziosamente accostato l’immagine della scultura a quella di un modello, così svilendo e umiliando l’alto valore simbolico ed identitario dell’opera d’arte”

Cecilie Hollberg -Gianfranco-Gori-@gianfrancogoriph-

L’immagine del David di Michelangelo non si tocca, non si può tantomeno svilire né modificare per fini pubblicitari. I beni culturali hanno un diritto d’immagine che va difeso, che trova il suo fondamento nella Costituzione. La storica sentenza è del Tribunale di Firenze che si è pronunciato contro una nota casa editrice. La causa? Ha pubblicato – senza autorizzazione – l’immagine della famosa opera sorapposta a quella di un modello in carne e ossa.

La notizia la dà proprio la Galleria dell’Accademia di Firenze, che il David lo custodisce e lo tutela. Una decisione che si inserisce nel solco di un’altra storica vittoria del 2017, quando sempre il Tribunale di Firenze accordò  con un’ordinanza cautelare la tutela all’immagine del David di Michelangelo inibendone l’uso illecito a fini commerciali. Adesso si ottiene un altro decisivo risultato: per la prima volta – come precisa la Gallaria in una nota – “si afferma, in una pronuncia di merito, l’esistenza del diritto all’immagine dei beni culturali quale espressione del diritto costituzionale all’identità collettiva dei cittadini che si riconoscono nella medesima Nazione”.

I fatti: la copertina sotto accusa e la sentenza

A finire nell’occhio del ciclone è una famosa casa editrice che ha pubblicato sulla copertina di una sua rivista il David modificato col meccanismo della “cartotecnica lenticolare” e sovrapposto l’immagine di un modello in carne e ossa. Il tutto in assenza di concessione all’uso dell’immagine del David di Michelangelo e senza pagamento di alcun canone per l’utilizzo.

Il Tribunale di Firenze – accogliendo le tesi sostenute dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Firenze – ha affermato che l’immagine dei beni culturali è espressione dell’identità culturale della Nazione e della sua memoria storica da tutelare ai sensi dell’art. 9 della Costituzione, valore fondante del nostro ordinamento che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione…”.

Sempre secondo il Tribunale, “come viene garantito, ai sensi dell’art. 2 della Costituzione, il diritto alla identità personale, inteso come diritto a non veder alterato e travisto il proprio patrimonio intellettuale, politico, sociale, religioso, ideologico e professionale, così occorre tutelare, ai sensi dell’art. 9 della Costituzione, il diritto all’identità collettiva dei cittadini che si riconoscono come appartenenti alla medesima Nazione anche in virtù del patrimonio artistico e culturale che è parte della memoria della comunità nazionale.”

La riproduzione non autorizzata dell’immagine del David di Michelangelo ha determinato così, secondo la decisione del Tribunale, un danno di carattere patrimoniale legato al mancato pagamento del canone per l’uso del bene e calcolato in 20mila euro (così come da tariffario del Museo), ma soprattutto è stato quantificato in 30mila euro un danno di natura non patrimoniale perché la società editoriale con la tecnica lenticolare “ha insidiosamente e maliziosamente accostato l’immagine del David di Michelangelo a quella di un modello, così svilendo, offuscando, mortificando, umiliando l’alto valore simbolico ed identitario dell’opera d’arte ed asservendo la stessa a finalità pubblicitarie e di promozione editoriale”.

Le reazioni

“Un altro grande traguardo. Ormai è stato affermato un principio che esula dal singolo caso”, dichiara con grande soddisfazione Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze. Soddisfatto anche il presidente della Regione, Eugenio Giani: “E’ una sentenza storica e innovatrice e la sua grande forza risiede nel fatto che si fonda sulla nostra Costituzione. Riconoscere l’esistenza di un diritto all’immagine per i beni culturali, e soprattutto chiarire che esso è espressione del diritto costituzionale all’identità collettiva della cittadinanza, rafforza in maniera straordinaria la tutela e il valore culturale e sociale del patrimonio artistico italiano”.

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