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Nasce “Promoter per la Toscana” il coordinamento dei produttori e distributori di musica dal vivo

Si mobilita un “esercito silenzioso” che chiede un tavolo di lavoro con la Regione Toscana per attuare politiche per il sostegno e lo sviluppo del settore della musica popolare contemporanea dal vivo

concerto

Nasce il comitato “Promoter per la Toscana” il coordinamento tra promoter, produttori e distributori di musica dal vivo toscani in risposta alla crisi che ha investito il settore. Sono gli organizzatori di eventi attivi in Toscana, da Firenze Rock, a Lucca Summer Fest, i gestori dei grandi auditorium come Tuscany Hall e Mandela Forum, ma anche i gestori dei club e delle piccole sale concerto nelle città e nelle periferie.

Un “esercito silenzioso” di operatori culturali e maestranze tecniche che producono occupazione ed importanti ricadute economiche, sociali e culturali sui territori dove operano. Una rete che anima la vita di piccole e grandi comunità producendo negli anni una programmazione culturale, contiene fenomeni di disgregazione sociale ed offre un approdo a tanti giovani, che intorno ad una evento culturale come è un concerto, trovano un luogo sano di aggregazione.

Cosa chiedono i “Promoter per la Toscana”

Il comitato nasce con l’obiettivo di attivare un tavolo con le istituzioni locali, in primis la Regione Toscana, ed attuare politiche per il sostegno e lo sviluppo del settore della Musica Popolare Contemporanea dal vivo, e per contribuire alla scrittura di una normativa regionale specifica per un settore che ha dimostrato di essere prioritario nel quadro dello sviluppo armonico e sostenibile della Regione.

I Promoter per la Toscana offrono un contributo tecnico che sia stimolo ad un’opera di riforma regionale del settore della musica dal vivo, al fine di attivare immediate ed idonee misure di ristoro e successivamente di riforma dei regolamenti regionali per il settore della musica dal vivo. Questi interventi devono associare immediato sostegno alle aziende, ditte individuali, associazioni e partite iva, che sono state fra le più danneggiate dalla pandemia, a politiche lungimiranti per la scrittura di nuove regole, e di azioni che diano forte sviluppo alla ripartenza del settore, valorizzando quei soggetti che tradizionalmente sfuggono dai radar del FUS e dei finanziamenti regionali, ma che in termini culturali ed economici valgono quanto un’ industria.

I partecipanti all’iniziativa

Alessandro Bellucci/Le Nozze di Figaro/Firenze Rock, Luca Zannotti/Musiche Metropolitane, Massimo Gramigni/PRG/Tuscany Hall, Alex Neri/Tenax, Enrico Romero/Firenze Jazz Festival, Roberto Nistri/Controradio, Duccio Tebaldi/Associazione La Chute, Mimmo ed Enrico D’Alessandro/Lucca Summer Festival, Alberto Castellani/A-live, Diego e Brando Pieroni/Kashmir Music, Filippo Morganti/Associazione Liveclub H2NO Pistoia, Mimmo Rosa/The Cage, Marco Dalmasso/La Scena Muta, Luca Pedonese/Barlume, Marco Caciagli/RME ViPeR, Daniele Ferrazzano/Decibel Eventi, Alessandro De Luigi/AD Management, Andrea Vescio/Lumiere Pisa, Luca Del Muratore Enrico Amendolia/Locusta Concerti, Luciano D’agostini – Combo Social Club, David Martinelli/WØM FEST/Musiche Metropolitane.

L’albero dei bauli

Anche Firenze, dopo Milano, Roma, Udine e Bergamo, ha il suo ‘Albero dei Bauli’, l’albero di Natale dei lavoratori dello spettacolo, uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica causata dall’emergenza Covid. Si trova davanti al Mandela forum, la principale struttura polifunzionale per spettacoli della Toscana, dove da nove mesi non va in scena niente. L’albero è stato creato con decine di ‘flightcase’, i bauli che ogni giorno accompagnano coloro che lavorano nel settore e in cui sono riposti impianti, scenografie, costumi e tutto quanto serve a mettere in piedi uno spettacolo. Un simbolo del dietro le quinte, del lavoro di costumisti, facchini, runner, gestori di spazi e strutture polivalenti e di tutte quelle maestranze tanto indispensabili quanto invisibili. L’iniziativa è realizzata sulla scia della manifestazione ‘Bauli in piazza’ che lo scorso ottobre portò in piazza Duomo a Milano centinaia di addetti per ricordare la situazione di crisi del settore. L’Albero dei Bauli resterà davanti al Mandela forum di Firenze fino al 6 gennaio

 

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