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Toscana regina del wedding tourism: la più scelta dagli stranieri per dire sì

Nel 2022 oltre 11mila persone sono arrivate in Italia per sposarsi, il 21% ha scelto la nostra regione: è un settore che vale all’anno 2 milioni di presenze e 599 milioni di fatturato

Un matrimonio in Toscana

La Toscana è la regina italiana del wedding tourism. Nel 2022 in Italia si sono celebrati oltre 11mila matrimoni di stranieri e proprio la Toscana, con le sue bellezze paesaggistiche e artistiche, si è confermata la regione italiana più richiesta dalle coppie straniere, col 21% del totale, seguita da Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio.

2 milioni di presenze e quasi 600 milioni di fatturato

Lo scorso anno il wedding è tornato ai livelli pre pandemia, secondo lo studio condotto dall’Osservatorio Destination Weddings in Italy, condotto da Centro Studi Turistici  di Firenze e finanziato dal Ministero del Turismo, presentato oggi a Roma da Enit e Convention Bureau Italia. S. Sulla base della durata del soggiorno delle coppie e degli invitati alla cerimonia (3,3 notti in media), per il 2022 l’Osservatorio stima in 619mila gli arrivi e in oltre 2 milioni le presenze turistiche collegate al destination wedding, producendo un fatturato stimato di 599 milioni di euro, circa l’11% in più rispetto ai livelli stimati nel 2019, ultimo anno pre-Covid. Nel 2022 è cresciuta la quota di coppie che hanno scelto di sposarsi con rito simbolico, oggi il 54,1% del totale. Per il 2023 l’incremento stimato è di oltre 1.000 eventi in più rispetto all’anno passato, con una previsione di crescita del +9,5%.

Nel 2022 gli Stati Uniti sono stati il principale Paese di provenienza (29,2%) delle coppie straniere che hanno deciso di celebrare il matrimonio in Italia, ma oltre il 57% degli eventi sono stati generati da coppie di sposi residenti in Paesi europei. Ma non solo. È rilevante anche il movimento turistico generato dagli sposi italiani: si stima che nel 2022 siano stati più di 7.160 i matrimoni di coppie italiane celebrati in una regione diversa dalla propria.

“L’industria del wedding incide con notevoli benefici sulla filiera del comparto turistico ampliando le occasioni di scelta di un viaggio in Italia nonché la notorietà dell’immagine del brand Italia. Occorre essere pronti e potenziare il network con pacchetti all inclusive dedicati“ sottolinea Ivana Jelinic, ceo di Enit.

Sposi alla ricerca di tradizioni e tipicità

Ma dove si sposano gli stranieri? La villa rimane la tipologia di location capace di intercettare il maggior numero di preferenze ma in seconda posizione, e in forte ascesa rispetto al passato, si trovano le cerimonie organizzate
all’interno dei borghi, capaci ancora oggi di tramandare il patrimonio di emozioni del passato, che in Toscana non mancano di certo. In forte aumento anche le nozze organizzate negli agriturismi e nei resort di campagna,  non solo per mantenere vivo il contatto con la natura, ma anche per una ricerca delle tipicità locali. In generale emerge una tendenza alla ricerca di destinazioni insolite, scenari unici ed eccellenze enogastronomiche.

“La ripresa del destination wedding è stata registrata in tutte le regioni italiane, grazie al forte desiderio di ricerca di scenari unici come quelli toscani, di luoghi insoliti come i trulli, e di tipicità locali come le masserie”, spiega Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia.

Secondo l’Osservatorio Destination Weddings in Italy inoltre dopo gli anni della pandemia le scelte appaiono più green, con una maggiore consapevolezza intorno all’ambiente, alla tradizione, ai prodotti. Il periodo estivo rimane la stagione preferita: da giugno a-ettembre si è concentrato il 73,7% delle celebrazioni. Infine da rilevare che il 46,5% dei matrimoni sono stati organizzati con l’intervento di un wedding planner.

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