“Vale più una buona nomea di una contea”. Danila Pratelli, titolare di Italscavi al fianco del fratello Dario cita il primo insegnamento di suo padre, lo stesso che oggi è diventato il suo mantra e spirito guida.
La reputazione, la coerenza, i valori. Perché per guidare un’azienda con una storia di oltre 50 anni, che sfiora gli ottanta dipendenti, con un volume d’affari di circa 18 milioni di euro, tra le poche in Italia ad essere iscritta tra le benefit corporation, significa anche rispettare obiettivi che non riguardano solo il fine economico ma anche l’impatto che un’impresa ha sulle persone e sulle comunità locali. E per farlo servono appunto quella coerenza e quella aderenza ai principi che costruisce reputazione e identità.
Danila Pratelli mette questo al primo posto nel parlarmi dell’azienda di famiglia. Siamo nel suo studio a Lastra a Signa. La nuova sede direzionale si trova in una zona industriale e artigianale in estensione e crescita. Lì dove è nato tutto nel 1972 quando a guidare l’impresa c’erano i suoi genitori. Oggi invece tocca a lei, con alle spalle una carriera da avvocato, portare avanti – insieme al fratello Dario – una delle realtà più affermate nel settore delle costruzioni in Toscana.
Le emozioni muovono il mondo, la passione, i sogni
“Credo, con il mio ingresso attivo nella società, di aver contribuito ad una buona organizzazione aziendale. Le donne sono multitasking e pronte al problem solving. Una donna sa che ha poco tempo e deve arrivare alla soluzione velocemente. Ho portato però anche l’emotività: le emozioni muovono il mondo, la passione, i sogni. Dario è bravo con i numeri, è l’uomo della concretezza ma i numeri si fanno se siamo mossi dall’’energia e dalla passione. Essere in due è una risorsa enorme”.
L’azienda è oggi impegnata in lavori di edilizia industriale e commerciale, ponti, strade, argini, opere idrauliche, del sottosuolo e ancora urbanizzazioni, demolizioni, bonifiche ambientali oltre ad altre attività.
Opere di rilievo, dunque. Pubbliche e private. Lei elenca orgogliosamente le più importanti, a partire dal contributo di Italscavi per la realizzazione in appena 10 mesi del nuovo ponte sul fiume Magra con una tecnologia all’avanguardia fino all’Argine remoto del fiume Albegna, alla rete fognaria e alla pista pedo-ciclabile collegate al Viola Park. Non è mancato neppure il coinvolgimento sulle opere di viabilità connesse al tracciato della tramvia a Scandicci.

IA? Strumento per aiutare il personale e ottimizzare i processi, non certo per sostituirlo
“Il ponte ad Albiano Magra l’abbiamo realizzato in tempi record grazie a tecniche all’avanguardia ed all’utilizzo di robot. L’industria 4.0 è fondamentale e questa opera lo dimostra ma per noi lo è altrettanto il capitale umano, serve il giusto equilibrio. Gli uomini e le donne restano al centro, da noi l’IA deve essere uno strumento per aiutare il personale e ottimizzare i processi, non certo per sostituirlo”.

Un attimo di silenzio. Danila Pratelli allunga lo sguardo fuori dal vetro che divide il suo ufficio dal grande open space dove lavorano gli impiegati. Gli operai si trovano invece nell’impianto di San Colombano a Scandicci, o nei vari cantieri dislocati in tutta la Toscana.
Mi guarda, sorride. Le piace? Si riferisce ai nuovi uffici. E io annuisco. Non ci sono pareti, niente barriere, né fisiche, né visive.
“Volevo la luce. E’ importante”, dice. Poi inizia a parlarmi di valori e progetti.
Mi ricorda che una scelta di campo è stata quella di trasformare Italscavi in una società benefit, ossia un’azienda che oltre al fine economico persegue benefici per la comunità, con un impatto positivo sull’ambiente, il territorio, le persone. In Italia, questo tipo di imprese, erano appena 5600 nel 2025, quindi per Pratelli questo ha rappresentato un traguardo decisivo per costruire ricchezza sociale.
E poi c’è l’attenzione all’ambiente.
La sostenibilità ambientale è sempre stata un nostro cavallo di battaglia
“Lavoriamo anche con la società Contech per studiare asfalti che riducano il calore d’estate nelle città. La sostenibilità ambientale è sempre stata un nostro cavallo di battaglia tanto che nel nostro impianto di San Colombano abbiamo creato delle imponenti vasche di recupero delle acque piovane che ripuliamo e riutilizziamo con un riciclo del 100%. E poi ritrattiamo rifiuti non pericolosi come nel caso dell’asfalto vecchio che togliamo dalle strade o dei calcinacci. Vogliamo aderire all’Agenda 2030 e prendere la certificazione ESG. E’ un nostro obiettivo”.
Danila Pratelli poi va avanti. E’ un fiume in piena. E mi chiede di concentrarmi sulla parola “nostro”. “Non mi riferisco solo a me e mio fratello, tiene a precisare. Chiedo a tutti i dipendenti di puntare sulla condivisione dei traguardi, chiedo a tutti di portare il proprio valore aggiunto. E’ una questione di reciprocità. Se tutti siamo tesi all’obiettivo o alla soluzione del problema, la soluzione si trova prima”.
Ed ecco che torna la questione del valore della “squadra”. Le chiedo come la sua azienda sostenga il capitale umano nell’epoca in cui il mondo tende a far progredire soprattutto le macchine, i robot, il digitale.
Investiamo sulle persone e sulla loro formazione. Se c’è il sapere si domina anche l’innovazione
“Investiamo sulle persone, sul senso di appartenenza, sulla loro formazione. E’ fondamentale. Se c’è il sapere, si domina anche l’innovazione, senza invece si rischia di trovarsi alla mercé degli eventi”, puntualizza. E poi aggiunge. “Puntiamo anche sul ricambio generazionale e sulla stabilità: sono tante le persone che hanno visto il loro primo impiego da noi e sono rimaste fino alla pensione. E poi c’è il benessere dei dipendenti. Ogni anno organizziamo anche il Family Day, una giornata pensata per creare un legame diretto tra l’azienda e le famiglie dei lavoratori”.

ItalScavi ha inoltre orgogliosamente raggiunto per il terzo anno consecutivo la certificazione per la parità di genere che, in un settore tradizionalmente maschile come quello dell’edilizia stradale, non è cosa di poco conto. Insomma, persone al centro. Anche nei progetti di sostegno al territorio, soprattutto nei comuni di Scandicci e Lastra a Signa, dove insistono le strutture dell’azienda e da dove arrivano gran parte dei dipendenti.
“Abbiamo sostenuto il Capodanno a Scandicci e l’Estate Biancorossa della Lastrigiana. E poi abbiamo organizzato eventi culturali e ricreativi come il cinema estivo per le famiglie, i giovani, i bambini, con giochi dedicati. E’ un modo per essere vicini anche a chi non può permettersi le vacanze, gli svaghi. Una mamma mi ha ringraziata perchè questi eventi le consentivano di lasciare i figli a giocare mentre lavorava. E’ stato bello”.

Adesso il prossimo obiettivo di Italscavi è ulteriormente ambizioso: si tratta della riqualificazione totale dell’impianto di San Colombano, un’area di oltre 17 mila metri quadri adibita ad attività di stoccaggio, trattamento e recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. A questo verranno affiancate anche opere di difesa idraulica dato che l’azienda si trova adiacente all’Arno.
E’ la bellezza straordinaria della controtendenza che distingue i toscani
Dunque l’obiettivo principale è “edificare”, nel senso più complesso e onnicomprensivo del termine. Là dove edificare significa dar seguito a relazioni, ponti, strade. Non solo profitto del singolo ma piuttosto ricchezza condivisa, valori comuni. E non è banale la piccola ma potente luce che arriva da un’impresa lastrigiana che prova ad illuminare questo neo-Medioevo che stiamo vivendo, un’epoca nella quale è più facile distruggere che costruire. E’ la bellezza straordinaria della controtendenza che distingue i toscani.
Saluto Danila. Un raggio di sole illumina la sua stanza in una giornata nuvolosa. “Volevo la luce”, mi aveva detto. Eccola qua.