Viareggio e Napoli, due città unite da una creatività strabordante e da un immaginario popolare ben definito. Due città diverse per tradizioni, ma che nel Carnevale trovano un linguaggio comune. Così i corsi mascherati lasciano per un attimo – simbolicamente, s’intende – il lungomare versiliano e arrivano nella pancia della città campana, i quartieri spagnoli, con una grande mostra fotografica che entra negli hangar dove la magia di cartapesta prende forma.
Alla Fondazione Foqus apre “Viareggio Napoli andata e ritorno”, un evento espositivo che è un racconto del processo creativo all’origine dell’edizione 2025 del Carnevale. La mostra, presentata il 22 gennaio, accompagna il visitatore dall’origine dei carri allegorici, nei laboratori della Cittadella del Carnevale, fino alle scenografie del Corso Mascherato. Tutto ciò è possibile grazie agli scatti di Christian Sinibaldi e Lorenzo Montanelli, autori di un lavoro fotografico che alterna il bianco e nero alla forza cromatica della sfilata.

La mostra nei quartieri spagnoli
Le immagini documentano il lavoro dei maestri viareggini, dell’allegoria che prende forma dai bozzetti fino alla cartapesta e alle forme monumentali dei carri che evocano sarcasmo, critica sociale e attualità. Una parte è poi dedicata al passato con l’Archivio Storico del Museo del Carnevale che si alterna alle icone popolari, molto più che simboliche, della tradizione partenopea: Totò, Maradona e Pulcinella.
Una mostra che eleva il Carnevale a patrimonio culturale collettivo e non solo a evento popolare. “È un gemellaggio ideale, perché Napoli e Viareggio si somigliano profondamente. Si somigliano nella creatività, nella capacità di attrarre e sprigionare energia attraverso eventi popolari come il Carnevale, ma soprattutto in un approccio simbolico che mette al centro la grande umanità delle due città”, ha spiegato il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.

“Un progetto che nasce dal confronto sulle nostre tradizioni che affondano le radici soprattutto nel mondo dell’artigianato”, spiega Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Foqus. Infatti, la mostra è inserita in “un luogo che storicamente ha ospitato botteghe di sarti, artigiani della pelle, acconciatori e altre maestranze. Un quartiere profondamente legato al lavoro manuale e al sapere artigiano, dal quale potrà svilupparsi un percorso condiviso e duraturo”.
Tema chiave dell’edizione 2026 del Carnevale di Viareggio è la pace. Come sottolinea Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio, il lavoro dei maestri carristi trae ispirazione dal mondo che li circonda. “Un mondo che oggi, purtroppo, offre anche immagini e temi complessi e dolorosi, ma che attraverso il Carnevale, come attraverso Napoli, può ancora diventare simbolo di pace, di apertura, di arcobaleno e di colori intensi, l’idea possibile e necessaria di un mondo migliore”.