La sanità toscana è stata impegnata in questi giorni nella macchina di soccorso internazionale per la tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, per garantire assistenza ai feriti più gravi, colpiti da ustioni estese e condizioni cliniche critiche. “Siamo stati attivati nella mattina del primo gennaio dal Dipartimento nazionale per il coordinamento di operazioni cosiddette Medevac, ovvero di evacuazione medica, dagli ospedali svizzeri a quelli italiani, per il trasporto dei pazienti nostri connazionali”, spiegano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora regionale alla sanità, diritto alla salute e politiche sociali Monia Monni.
La Centrale remota operazioni soccorso sanitario-Cross di Pistoia ha svolto un ruolo importante nel coordinamento dei trasferimenti sanitari, gestendo ad oggi complessivamente 11 trasferimenti di pazienti provenienti dagli ospedali di Sion, Losanna e Zurigo. Si tratta di pazienti tutti in condizioni gravi, trasferiti presso l’ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento nazionale per il trattamento dei grandi ustionati.
Le operazioni sono state rese possibili grazie a un articolato coordinamento tra i sistemi di emergenza sanitaria di diverse regioni italiane, con l’impiego di elicotteri del 118 di Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino e Veneto.
“La Toscana – spiegano Giani e Monni – ha garantito fin da subito la piena disponibilità delle proprie risorse sanitarie, mettendo a disposizione posti letto per grandi ustionati presso l’azienda ospedaliero universitaria di Pisa e l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, oltre alla disponibilità di un elicottero della flotta Pegaso. Al momento non è stato necessario attivare tali risorse, che restano comunque pronte qualora si rendesse necessario”.
“In un momento così drammatico – concludono il presidente e l’assessora – desideriamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alle vittime e alle loro famiglie e ringraziare tutte le operatrici e gli operatori sanitari coinvolti per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati. Il lavoro in rete del sistema sanitario pubblico ha consentito di garantire risposte rapide ed efficaci anche in un’emergenza di dimensione internazionale”.