Si è chiuso oggi a Firenze il Festival delle Regioni con la firma dell’Agenda di Firenze, una riflessione condivisa sulle principali sfide del Paese approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che mette in evidenza un percorso comune di programmazione e coordinamento, facendo squadra e sinergia tra tutti i livelli istituzionali.
“L’Agenda di Firenze rimarrà come una bussola di orientamento nei prossimi mesi e come punto di riferimento dei lavori che questi tre giorni hanno generato” ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani concludendo la tre giorni istituzionale e passando simbolicamente il testimone a Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, dove si terrà l’edizione 2027 della manifestazione.
Le proposte delle Regioni nel documento
L’Agenda di Firenze raccoglie gli esiti delle riunioni delle Commissioni di settore della Conferenza, chiamate a raccolta a Firenze per la prima volta nella storia del Festival per discutere delle priorità dei vari ambiti di competenza regionale. Ne emerge una visione d’insieme volta ad accompagnare i processi di trasformazione economica, sociale, ambientale e tecnologica della Repubblica, articolando proposte e priorità, rivolte a Governo e Parlamento, per definire un percorso comune di programmazione e coordinamento istituzionale.
Tante le sfide da affrontare con passione e pragmatismo: dalla trasformazione digitale e l’innovazione della pubblicazione amministrazione (ma anche investimento sul suo capitale umano) alla governance e agli assetti istituzionali, dalla competitività ed attrattività dei territori (senza dimenticare filiere e vocazioni locali) alla transizione sostenibile, la resilienza delle comunità, mobilità, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e cambiamento climatico, fino all’inclusione e il benessere dei cittadini, la formazione e il lavoro, la salute, lo sport e la cultura.

Il ruolo delle Regioni, dalla sanità ai fondi di coesione
“In questi giorni abbiamo costruito un bell’impegno e una grande solidarietà fra noi presidenti – ha sottolineato Giani – ma voglio anche mettere in evidenza la presenza di un apparato competente, solido e appassionato, che lavora durante tutto l’anno e che consente alla Conferenza delle Regioni di incidere sul sistema nazionale con un ruolo di grande significato”.
Nel tracciare il bilancio della manifestazione, il presidente toscano ha evidenziato il contributo delle Regioni sui principali temi che riguardano il Paese: dall’innovazione tecnologica, con le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla robotica, alla sanità, fino alla difesa del suolo, alla protezione civile, al sostegno alle imprese e al lavoro, alla cultura e allo sport.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, anche alla luce dell’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al valore dell’articolo 32 della Costituzione e alla necessità di garantire risorse adeguate al servizio sanitario.
Il presidente toscano ha inoltre richiamato il confronto sui fondi di coesione, sottolineando l’importanza di una battaglia comune affinché non vengano ridimensionati nella prossima programmazione europea, e il ruolo svolto dalle Regioni nell’attuazione del Pnrr, con un impegno che ha riguardato tutte e sei le missioni del Piano.
“Abbiamo visto crescere materie affrontate nell’interesse dei cittadini, nel rispetto delle leggi e delle prerogative delle Regioni” ha osservato Giani, ricordando anche le esperienze presentate dalle venti Regioni nel corso del Festival, dalle iniziative di protezione civile alle politiche per il sistema produttivo e il lavoro, fino ai temi della cultura e dello sport.