Con l’avvio delle due residenze intitolate “Acqua che cura” e “Acqua che lavora” entra nel vivo FMSchool, il programma lanciato da Fondazione Musei Senesi e che coinvolgerà Siena, Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme, Rapolano Terme, Casole d’Elsa e Radicondoli, in un percorso di formazione e produzione artistica e curatoriale.
Sono stati presentati oggi, infatti, i dieci artisti, artiste e curatrici che hanno vinto il bando di selezione e che saranno impegnati, nei prossimi mesi, a sviluppare progetti di ricerca legati al tema dell’acqua, intesa come elemento di cura e benessere e
come risorsa produttiva e strumento di lavoro.
Per “Acqua che cura” sono stati selezionati Szonja Szurop, Indiara di Benedetto, Carola Gatto, Luca Gori e Gianlorenzo Nardi, mentre per “Acqua che lavora” sono Bianca Marsella, Filippo Contatore, Alicya Ricciuto, Francesca Baglieri e Luca Pagin.
Ad accoglierli a Siena, il presidente di Fondazione Musei Senesi, Alessandro Ricceri, insieme ai rappresentanti della Regione Toscana, delle Amministrazioni coinvolte e dei partner del progetto.
Formazione e residenze, da Siena a Chianciano
Ognuna delle due residenze che iniziano domani vede la partecipazione di cinque persone, due artiste, due artisti e una curatrice: 10 giovani con alle spalle percorsi formativi ed esperienze diverse che, in questa occasione, lavoreranno in stretto dialogo con i territori e le comunità locali.
La prima fase del percorso si svolgerà a Siena, dove tutti i partecipanti saranno coinvolti in un mese di formazione presso il Santa Maria della Scala. Un intenso programma che, guidato da esperti ed esperte, affronta con taglio molto operativo temi e strumenti legati all’arte contemporanea e alle pratiche di ricerca: curatela, metodologie e processi creativi, arte ambientale,
museografia, strumenti di lavoro, di comunicazione e visite guidate alla città.
Conclusa la fase comune, il progetto prosegue nei territori con le residenze a Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme, dove i partecipanti inizieranno a sviluppare i due filoni di ricerca legati alla idroterapia e all’acqua come mezzo e strumento di lavoro. Qui il lavoro entrerà nella sua fase più operativa, attraverso attività di esplorazione, incontri con le comunità locali, raccolta di materiali e avvio della produzione artistica.
Il percorso di residenza prevede, infine, momenti di restituzione pubblica, tra esposizioni e aperture dedicate.
“L’acqua – commenta la curatrice delle residenze, Chiara Vacirca – è la chiave del progetto: infrastruttura materiale e simbolica, memoria e cura. Attraverso l’acqua, FMSchool esplora i territori come sistemi stratificati e propone un percorso basato su competenze incarnate e trasferibili, la cui restituzione pubblica fa parte del processo.”