Cultura/

Al Gabinetto Vieusseux di Firenze una stanza dedicata allo scrittore senese Federigo Tozzi

La seconda parte dell’archivio privato di Tozzi è stata trasferita dal podere di Castagneto a Palazzo Corsini Suarez

L’archivio di Tozzi al Viesseux

Una stanza completamente dedicata a Federigo Tozzi al Gabinetto Vieusseux di Firenze. Con l’arrivo del secondo blocco dell’archivio dello scrittore senese, che finora era stato conservato nel podere di Castagneto a Siena, all‘Archivio Contemporaneo Bonsanti del Vieusseux, in Palazzo Corsini Suarez, gli è stato dedicato uno spazio esclusivo.

Libri, carte e i manoscritti originali

Qui viene così conservati un insieme di documenti preziosi, notevole per dimensioni e importanza, che era stato custodito fino ad oggi con gran cura e competenza assidua da Silvia Tozzi.

Contiene anche parte della biblioteca personale dello scrittore: opere di filosofia, testi di autori classici (greci e latini), opere in prosa e poesia afferenti alla letteratura italiana, francese, inglese e tedesca.

“L’archivio privato di Tozzi – sottilinea il direttore del Gabinetto, Michele Rossi – è arrivato a Firenze dalla casa senese di Castagneto, a più riprese. I primi faldoni con manoscritti, dattiloscritti con molte correzioni autografe, bozze di stampa dei suoi lavori, nonché alcuni volumi della sua biblioteca, sono arrivati a Firenze nel 1998. Nel 2025 sono stati trasferiti al Vieusseux gli ulteriori libri appartenuti a Tozzi (circa 450) conservati nella casa di famiglia fuori da Porta Camollia, tramandati grazie alle cure di Glauco e – dopo la sua scomparsa – da Silvia Tozzi”.

I tesori dell’Archivio Bonsanti

All’Archivio Bonsanti per volontà di Silvia Tozzi, sono depositati oggi, oltre ai libri posseduti dallo scrittore senese, anche i manoscritti originali delle sue opere. La stanza dedicata a Tozzi, con le sue carte e i libri, è visitabile da qualche giorno su prenotazione.

“L’Archivio – spiega il presidente del Vieusseux, Riccardo Nencini – compie cinquant’anni: venne difatti istituito dall’allora direttore, Alessandro Bonsanti, a metà degli anni Settanta. Oggi possiamo affermare che, dopo mezzo secolo di storia, l’Archivio è un luogo vivo e pulsante: uno scrigno di tesori letterari e artistici produttore incessante di cultura. L’arrivo da Siena della seconda parte della biblioteca privata di Federigo Tozzi e la scelta di dedicare all’Archivio un’intera stanza allo scrittore, testimoniano l’importanza dell’Istituto a livello non solo nazionale ma internazionale”.

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