Classe 1942, farmacista di Castiglione della Pescaia e rallista per passione. Ettore Falchetti si prepara a rimettersi al volante per il Trofeo Maremma dell’11 e 12 aprile, con partenza proprio da Castiglione, in coppia con il navigatore e amico Emanuele Mischi. Una storia lunga più di cinquant’anni, iniziata nel 1969, interrotta e poi ripresa, fino al ritorno sulle strade dei rally storici.
Falchetti, da dove nasce questa passione per i rally che continua ancora oggi?
“La passione non è mai cambiata. Anche se i tempi sono diversi, quando sali in macchina e senti la spinta del motore, è come tornare giovani. Certo, le condizioni non sono più quelle di una volta, ma l’entusiasmo resta“.

Una carriera importante, tra il 1969 e il 1983, con molte partecipazioni e vittorie. Poi lo stop e il ritorno.
“Ho corso con diverse macchine: la Stratos, la 112 Abarth, la BMW, e anche il Rally di Monte Carlo con l’Alpine nel ’73. Poi ho smesso, ma dal 2010 sono tornato nei rally storici. Oggi corro per divertirmi, finché il divertimento supera la fatica“.
C’è stato anche un momento in cui sembrava davvero l’ultima volta.
“Sì, dopo gli 80 anni non rilasciavano più le licenze. Ho rinnovato nel 2022, poi sono stato fermo fino al 2025, quando hanno riaperto agli over 80 con visita medica a Roma. Lì ho rifatto tutto e sono ripartito“.
E la macchina?
“Corro con una Renault Alpine A110. Non l’ho mai venduta. Era quella che avevo già, una macchina “dura”, nata per i giovani. Ma ci sono affezionato e ho sempre sperato di poter tornare a usarla“.
Nel 2025 è tornato a correre. Com’è stato rimettersi al volante dopo tre anni?
“Ho fatto due rally, il rally del Brunello e il Fettunta e, a distanza di una settimana. Li ho portati a termine entrambi, ma un po’ di “ruggine” c’era. Quando stai fermo tanto, ci vuole tempo per ritrovare il ritmo“.
E quest’anno?
“Parto con il Maremma. Poi vedremo. Non faccio programmi: dipende da come sto e da quanto mi diverto. Quando la fatica supera il divertimento, smetto“.
La famiglia cosa dice?
“Si fida. Sanno che non faccio mai cose oltre i miei limiti. Non ho bisogno di competere con chi ha 40 anni: faccio la mia gara, in base alle mie possibilità“.

In gara, segue le note del navigatore?
“Molto. Diciamo al 90%. Con Mischi ci conosciamo bene, è cresciuto anche sportivamente con me. Mi dà una mano anche nelle cose pratiche: oggi, per esempio, entrare in macchina e prepararsi non è più come a 40 anni“.
Correre “in casa” al Trofeo Maremma ha un sapore diverso?
“Sì, si parte da Castiglione, dove vivo. È una gara a cui tengo. E poi magari ci sarà anche qualche cliente della farmacia a fare il tifo… spero“.
Guardando indietro, cosa resta della sua carriera?
“Ho fatto cose importanti, mi sono tolto soddisfazioni. Ma la cosa più importante è che mi diverto ancora. È questo che conta“.
E la farmacia?
“Quella resta. È sempre stata il mio lavoro e sono qui anche adesso. Il rally è la mia passione“.