È diventato famoso per il grande pubblico per la sua partecipazione all’iconica serie tv Squid Game (in cui interpretava il “reclutatore”) ma in Corea è il volto del “survival drama” come l’horror campione di incassi Train to Busan.
Stiamo parlando Gong Yoo, uno degli attori più versatili del cinema sudcoreano contemporaneo che sarà uno degli ospiti speciali della 24ª edizione del Florence Korea Film Fest, che gli rende omaggio con una masterclass (21 marzo ore 11, prenotabile tramite il sito) e una retrospettiva con sei film che attraversano oltre quindici anni di carriera, tra cinema d’autore, blockbuster e opere di impegno civile.
La 24ma edizione del Florence Korea Film Fest si terrà a Firenze dal 19 al 28 marzo al cinema La Compagnia.
Fondato a Firenze nel 2003, il festival è da oltre vent’anni un punto di riferimento internazionale per il cinema coreano e asiatico. Nel corso della sua storia ha ospitato Premi Oscar, Palme e Leoni d’Oro, affiancando grandi maestri e talenti emergenti, e consolidando il proprio ruolo di ponte culturale tra Corea del Sud e Italia.
La manifestazione è ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi e co-diretta dalla co-direttrice Chang Eun-young, organizzata con il supporto di Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Cassa Risparmio di Firenze, KOFIC – Korean Film Council e Ambasciata della Repubblica della Corea; Istituto culturale coreano in Italia e KOFA – Korean Film Archive.

Sei film per conoscere Gong Yoo
Gong Yoo (classe 1979) è un interprete capace di attraversare generi e registri diversi con la stessa intensità, passando dall’eroe tragico all’uomo comune travolto dagli eventi, dalla star dell’action alle storie più profondamente umane.
Il suo percorso cinematografico prende forma nella potente denuncia civile di “Silenced” (2011), in cui interpreta un insegnante che decide di rompere il silenzio su abusi realmente accaduti all’interno di un istituto per bambini sordomuti, dando vita a uno dei film più sconvolgenti del cinema coreano contemporaneo.
Prosegue poi con la trasformazione fisica e identitaria di “The Suspect” (2013), action che lo vede nei panni di un disertore nordcoreano braccato e in fuga, impegnato in una disperata corsa contro il tempo.
Nel 2016 Gong Yoo si confronta con ruoli profondamente diversi: nel melodramma sensuale “A Man and a Woman” (2016) è un uomo segnato dalla solitudine che vive un amore clandestino e impossibile; nel kolossal storico “The Age of Shadows” (2016) diventa un carismatico combattente della resistenza coreana durante l’occupazione giapponese; mentre in “Train to Busan” (2016), horror diventato culto, interpreta – riprendendo le parole della curatrice di sezione Caterina Liverani – un freddo uomo d’affari che in poche ore, complice l’emergenza, riscopre il suo lato più umano di padre.
Il percorso si completa con il delicato dramma sociale “Kim Ji-young, Born 1982” (2019), in cui Gong Yoo presta il volto a un marito chiamato a confrontarsi con la fragilità emotiva della moglie e con le contraddizioni della società patriarcale contemporanea.
