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La visceralità primitiva di Paolo Tesi in mostra alla Fondazione POMA Liberatutti di Pescia

Fino al 24 maggio 2026 la Fondazione POMA Liberatutti dedica la sua settantesima mostra personale a un artista fuori dalle appartenenze: 27 grandi opere inedite raccontano un processo creativo vorace e irrisolto

È un attraversamento nel territorio inquieto del fare artistico, più che una semplice esposizione: Visceralità primitiva” la mostra che la Fondazione POMA Liberatutti di Pescia dedica a Paolo Tesi, aperta fino al 24 maggio 2026.

Un progetto che riassume e rilancia una ricerca autonoma, coerente e riconoscibile, costruita in oltre sessant’anni di attività lontano da scuole, etichette e definizioni precostituite.

Nato a Pistoia nel 1945, formatosi tra la città natale e Firenze, Tesi ha affiancato agli studi all’Accademia di Belle Arti la frequenza alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, dove ha incontrato figure decisive come Alessandro Parronchi e Luigi Baldacci.

Pittore, incisore, illustratore, si è sempre definito «pittore con la tentazione di scrivere», tensione che lo ha portato a fondare la rivista Ombrone e a intrecciare alla pratica artistica un’intensa attività curatoriale e didattica tra Italia e Germania.

Paolo Tesi alla galleria POMA Liberatutti di Pescia

In mostra 27 opere di grande formato

Settantesima personale di un percorso espositivo avviato nei primi anni Sessanta (la prima mostra personale risale al 1973), Visceralità primitiva raccoglie ventisette opere di grandi dimensioni realizzate nel 2025 appositamente per l’occasione: dieci lavori a colori in inchiostro su carta e diciassette monocromi a pastello a cera.

Ampie superfici che diventano campo di battaglia e di accumulo, spazi necessari a contenere un continuum di temi che si rincorrono e si richiamano.

Al centro, l’idea di una “visceralità” che affonda nel subconscio: sogni, stati d’animo, visioni e allucinazioni emergono in una trama fittissima di segni.

Le lettere – ricorrenti – non sono solo simbolo del desiderio di narrare, ma motore stesso dell’immagine, impulso che spinge la mano a riempire lo spazio senza tregua.

“La superficie che utilizzo per lavorare non mi basta mai: vado sempre oltre”, scrive l’artista, descrivendo una pratica pittorica vorace, attraversata da un’ansia generativa e da un ideale forse irraggiungibile.

È proprio questa tensione tra accumulazione e annullamento, tra urgenza espressiva e impossibilità di una forma definitiva, a costituire il cuore della mostra.

Paolo Tesi alla galleria POMA Liberatutti di Pescia

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