Cultura/

L’archivio Matulli restituito alla città: carte e memorie di una vita tra politica e relazioni umane

Il patrimonio documentario, consegnato dai figli all’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, è stato inventariato dall’archivista Maria Sechi

Rrappresentanti Fnp Cisl con presidente Chiti, direttore Mazzoni e Archivista Sechi con documenti archivio Matulli

È un ritratto intimo e insieme pubblico quello che emerge dal riordino dell’archivio personale di Beppe Matulli, figura di primo piano della politica toscana e nazionale, scomparso l’11 febbraio 2024.

Il patrimonio documentario, consegnato dai figli all’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, è stato inventariato dall’archivista Maria Sechi con il contributo determinante dei sindacati pensionati SPI Cgil e FNP Cisl.

Tra agende, lettere e appunti si ricostruisce non solo la carriera istituzionale di Matulli — consigliere regionale, deputato, sottosegretario, vicesindaco di Firenze, sindaco di Marradi e assessore a Scandicci — ma anche uno spaccato vivido di decenni cruciali per Firenze, la Toscana e l’Italia.

Le carte restituiscono il profilo di un amministratore attento e di un politico animato da un forte senso del bene comune, capace anche di passi indietro quando richiesto dalle circostanze, come testimonia una lettera del 1994 indirizzata a Mino Martinazzoli.

Particolarmente significativa è la documentazione relativa all’attività al Comune di Firenze, dove emerge il contributo di Matulli nella pianificazione della mobilità urbana e nel lungo e complesso percorso della realizzazione della tramvia.

Accanto all’impegno amministrativo trovano spazio anche i materiali di studio per le sue ricerche storiche, tra cui le monografie dedicate a De Gasperi e Pistelli, e i progetti per la valorizzazione del territorio di Marradi.

L’archivio racconta inoltre una fitta trama di relazioni umane, che travalicano gli schieramenti politici. Lo dimostrano i messaggi di stima ricevuti anche da avversari, come quello del comunista Elio Gabbuggiani dopo la mancata rielezione del 1975, o le numerose lettere affettuose di amici, colleghi ed elettori. Tra queste spicca quella di don Renzo Rossi, missionario in Brasile, che nel 1987 dichiara la propria fiducia in Matulli con parole semplici e dirette.

Il fondo archivistico restituisce un vero e proprio racconto corale: non solo la biografia di un uomo delle istituzioni, ma anche la testimonianza di un’epoca e di un modo di fare politica fondato su impegno, dialogo e relazioni profonde.

Fermata tramvia Matulli

Topics:

I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.