Cultura/

Libri e impegno sociale: a Campi Bisenzio torna il Festival Letterario Working Class

Dal 10 al 12 aprile tre giorni con operai, editori e scrittori, tra gli ospiti Paco Ignacio Taibo II e Kike Ferrari, sabato 11 in concerto de Il Muro del Canto

Senza chiedere permesso

“Senza chiedere permesso” è questo lo slogan della nuova edizione del Festival Letterario Working Class che prende il via venerdì 10 aprile a Campi Bisenzio con un corteo per chiedere la riconversione industriale ecologica della Gkn fabbrica metallurgica occupata da tre anni.

La rassegna a cui parteciperanno operai, editori e scrittori si tiene 10, 11 e 12 aprile ed è organizzato dal Collettivo di fabbrica assieme alle Edizioni Alegre con la direzione artistica di Alberto Prunetti.

In programma dodici panel di discussione letteraria seguiti da interventi degli “elefanti nella stanza”: alcune delle lotte sociali e di classe che attraversano il nostro paese.

Il programma giorno per giorno

Il festival si apre venerdì 10 aprile alle 17.30 con Transizioni, momento inaugurale dedicato alla presentazione del programma e delle sue traiettorie culturali e politiche. A introdurre il percorso saranno Giulio Calella, Alberto Prunetti, insieme a realtà come Soms Insorgiamo, Spazio Pischel Rebel e il Collettivo di fabbrica ex Gkn, che incarnano lo spirito militante e partecipativo della manifestazione.

Alle 18.30 il focus si sposta sulla letteratura con un incontro dedicato alla trasformazione della working class nel romanzo contemporaneo: ne discutono Nadia Terranova e Wu Ming 2, coordinati da Angelo Ferracuti. A intrecciare il dibattito, l’intervento del movimento No Tav nella sezione “L’Elefante nella stanza”, spazio di irruzione del presente dentro il discorso culturale.

Dopo la cena, alle 21.00, riflettori puntati sull’arte proletaria di Francesco Del Casino, protagonista di un dialogo con Roberto Mori e Alberto Prunetti, arricchito dal contributo della ricercatrice Monica Dati.

La serata prosegue alle 22.00 con lo spettacolo teatrale La zona blu del collettivo Kepler-452, una lettura scenica dai confini dell’Europa realizzata in collaborazione con Sea-Watch, seguita da un intervento di Antonella Bundu sul tema della remigrazione.

Paco Ignacio Taibo II – © https://commons.wikimedia.org/wiki/User:ProtoplasmaKid

La giornata di sabato 11 aprile si apre alle 10.30 con un confronto sulla transizione dalla working alla caring class nella narrativa italiana, con interventi di Franco Berteni, Saverio Fattori, Alberto Rollo e Giorgia Protti, coordinati da Morena Marsilio.

Alle 12.00 lo sguardo si allarga al contesto internazionale con un incontro dedicato alla poesia pakistana e alle sue connessioni con le lotte sociali, che vede tra i protagonisti Thomas Dahnhardt e i poeti del collettivo Surkh Sawera e Sudd Cobas.

Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, alle 15.00 si affronta il tema delle autobiografie femministe di transfughe di classe con Rose-Marie Lagrave e Simona Baldanzi. Alle 16.30 si viaggia nella narrativa sudamericana insieme a Kike Ferrari, Paco Ignacio Taibo II e Paloma Saiz.

La sera si chiude in musica: dopo la cena, alle 22.00, il concerto de Il Muro del Canto porta sul palco La mejo medicina, accompagnato dall’intervento del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto.

Domenica 12 aprile il programma riprende alle 10.30 con uno spazio dedicato alla scrittura tra generazioni, che coinvolge i giovani del progetto Porto delle Storie insieme ad autori e formatori. Alle 12.00 si torna alla dimensione europea con un incontro sugli itinerari del racconto working class nel nord Europa, con Henrik Johansson e Jussi Lahtinen.

Nel pomeriggio, alle 14.30, il linguaggio della graphic novel diventa strumento di racconto delle trasformazioni sociali con Pia Valentinis ed Emiliano Pagani. Alle 15.30 l’attenzione si concentra sulla letteratura palestinese contemporanea, tra narrazione e resistenza.

A chiudere il festival, alle 17.00, l’incontro Transizioni contro il riarmo. In mare come in terra mette in dialogo figure come Luciana Castellina, Maria Elena Delia e Dario Salvetti, rilanciando il legame tra cultura, conflitto e impegno civile, in continuità con l’intero percorso della manifestazione.

Durante il Festival ci saranno i banchetti di: Redacta – Un punto di incontro del sindacato lavoratori e lavoratrici freelance dell’editoria, per parlare di soldi, condizioni di lavoro e organizzazione: perché dietro ogni libro c’è lavoro, e il lavoro si difende insieme; Militanza grafica; Malinconia fumogeno – banchetto e Chiantifa, vino rosso resistente. Sarà, inoltre, esposta la mostra fotografia 8×5 di Niccolò Barca.

Il Muro del Canto

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