Che la notte brilla, sul mare nei porti
Cantava, quel marinaio, che dalla mia terra
Non volle salpareViaggio d’andata senza ritorno
Bella Livorno, mi fermo qui
Bella Livorno canta Bobo Rondelli e la città labronica è bella davvero. E’ una citta ricca di storia, di tradizioni marinare. Di bontà culinarie.
Livorno non si visita soltanto: si assaggia, si ascolta, si attraversa con il vento in faccia. È una città che sfugge alla definizione classica di “eleganza” e che fa della voracità e dell’ironia un tratto distintivo e d’orgoglio. Un luogo dove il racconto inizia spesso da un banco di street food e finisce davanti all’orizzonte aperto del Tirreno.
Livorno non è semplicemente una città che si affaccia sul mare. Livorno è una città di mare . E per questo potrebbe diventare la Capitale italiana del mare 2026.
La Regione Toscana a fianco della candidatura
La città di Livorno ha infatti presentato la propria candidatura per questo nuovo riconoscimento nazionale, istituito a partire da quest’anno. Ad annunciarlo è stato il sindaco Luca Salvetti. In palio, oltre al titolo, un contributo di circa un milione di euro per l’attuazione del programma presentato dalle città candidate. L’ultima data utile per presentare le domande è il 20 gennaio, dopo sapremo che Livorno avrà avuto la meglio rispetto alle rivali.
“Livorno è intimamente ed indissolubilmente legata al mare in tutti i suoi aspetti”, ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani.
“La Regione Toscana, ed io personalmente – ha aggiunto – sosteniamo con forza e convinzione questa candidatura. Lo faccio non soltanto perché la Regione è uno dei 21 enti ed istituzioni che insieme a numerosi partners privati hanno contribuito a redigere il programma di questa candidatura. Ma lo faccio anche pensando ai 400 anni di storia della città, al rapporto simbiotico che i suoi cittadini hanno con il mare, alla presenza di uno dei più importanti porti del Mediterraneo, agli intrecci, direi indissolubili, tra l’elemento acquatico e ogni aspetto dell’economia, della cultura e delle attività che si svolgono a Livorno ”.
Dai fossi medicei alla Terrazza Mascagni
A Livorno il mare non è solo sfondo: è presenza costante. Dalla Scogliera di Calafuria alle Spiagge del Romito, passando per l’Accademia Navale. I fossi medicei, che attraversano il centro storico labronico, ricordano ancora la vocazione mercantile e cosmopolita della città. Qui, tra canali e palazzi, si muovevano commercianti provenienti da tutta Europa, accolti dalle leggi livornine che fecero della città un raro esempio di tolleranza religiosa e culturale nel Mediterraneo. Il Quartiere Venezia Nuova conserva questa anima ancora oggi.

A Livorno non ci sono gli stabilimenti patinati della Versilia, il mare qui è una cosa diversa, a Livorno ci sono gli scogli, ci sono i ricci sulla spiaggia di sassi, a Livorno ci sono i pescherecci. Ma c’è anche la Terrazza Mascagni, con il suo iconico pavimento a scacchi bianchi e neri, è il volto elegante della città, passeggiata, palcoscenico e punto di osservazione privilegiato.
Risate e bontà gastronomiche
Se il cacciucco è il cibo livornese per eccellenza, è altrettanto vero che non si può andare nella città che ha dato i natali a Pietro Mascagni senza fermarsi per una 5e5: pane, torta di ceci, pepe, a volte melanzane fritte. Cinque lire di torta, cinque lire di pane. Per questo 5e5.

E’ cibo da strada, semplice, autentico, come Livorno e i livornesi, amanti della satira. Non è un caso che a Livorno abbia avuto la propria sede il Vernacoliere, mensile di satira irriverente e intelligente fondato nel 1961.
Livorno è bella perché non è una città da cartolina, non ci si può aspettare palazzi eleganti e simmetrie perfette da Livorno.
Livorno è bella proprio grazie ai suoi palazzi segnati dal tempo, al porto che non dorme mai e alle strade dove il mare arriva quasi a toccare le case.