La Regione Toscamna rinnova il suo impegno sul fronte del contrasto alle mafie, con oltre 600mila euro per promuovere la cultura della legalità tra i più giovani, un ciclo di sopralluoghi sui cantieri che stanno riportando a nuova vita i beni confiscati e il rilancio, a partire da una nuova sede, del Centro di Documentazione “Cultura della Legalità Democratica”.
Le iniziate, che arrivano a ridosso del 7 marzo, data in cui taglia il traguardo dei 30 anni la storica legge per il riuso dei beni confiscati, sono state presentate oggi dal presidente della Toscana Eugenio Giani e dalla vicepresidente con delega alla cultura della legalità Mia Diop.
Giani: “In prima linea per la legalità”
“Abbiamo il dovere di essere in prima linea nel promuovere la cultura della legalità, sostenendo chi denuncia, affiancando le forze dell’ordine e la magistratura, e alimentando contro le mafie una battaglia culturale, che si vince a scuola e tra le giovani generazioni – ha dichiarato il presidente Giani – diffondere educazione e formazione su questi temi è un impegno prioritario che va di pari passo a quello per il ritorno alla comunità dei beni confiscati alle mafie, in quanto presidi di libertà e di riscatto sociale”, aggiunge, ricordando gli oltre 6 milioni di euro assicurati in questo ultimi anni al recupero e alla valorizzazione dei beni confiscati, a partire dalla tenuta di Suvignano: “investimenti concreti, non simbolici, perché il recupero dei beni confiscati è un atto di giustizia”.
“La cultura della legalità si costruisce nel tempo e attraverso educazione, memoria e partecipazione democratica. Per questo vogliamo che il rinnovo dell’impegno della Regione Toscana su questo fronte passi innanzitutto dalle scuole, nei territori e nei luoghi in cui ragazze e ragazzi imparano a conoscere i diritti e a praticare responsabilità” ha sottolineato la vicepresidente Diop, che ha presentato anche la serie di sopralluoghi di recente avviata tra i beni confiscati al centro di interventi di recupero grazie al contributo della Regione Toscana. “L’obiettivo non è solo celebrare i 30 anni di una legge che ha segnato la una svolta nel nostro Paese, ma anche valorizzare il lavoro che la Toscana da tempo sta compiendo per attuarla”, ha spiegato Diop.

Dai progetti nelle scuole al rilancio del Centro regionale “Cultura della Legalità Democratica”
In totale, la Toscana ha destinato per i prossimi anni 607.500 euro alla “promozione della cultura della legalità democratica”. Di questi, 360mila vanno a progetti didattici nelle scuole, 90mila invece quelli che sosterranno i bandi per la partecipazione di giovani toscani ai campi antimafia organizzati in tutto il Paese. Anci Toscana potrà contare su 30mila euro per iniziative e progetti di formazione sulla legalità e il recupero di beni confiscati rivolti a dirigenti, funzionari e amministratori pubblici. Sostegno con 45 mila euro anche all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili APS per l’attività di diffusione della memoria delle vittime, degli eventi storici e giudiziari che hanno caratterizzato il periodo delle stragi mafiose e della lotta alle mafie.
Il finanziamento consentirà inoltre di rilanciare le attività del Centro regionale di documentazione “Cultura della Legalità Democratica”, la struttura regionale nata nel 1994 per raccogliere e divulgare materiali informativi e documenti sui temi della criminalità organizzata, del terrorismo e delle stragi. In programma la digitalizzazione dell’archivio e della catalogazione del materiale nonché l’acquisto di nuovi testi e volumi. Inoltre viene fissata la fine del 2026 come obiettivo temporale entro il quale individuare una nuova sede per il Centro più idonea ad ospitare i fondi archivistici e librari presenti e di futura acquisizione e per facilitare una più ampia consultazione e fruibilità da parte della collettività.
In Toscana 687 beni confiscati alla mafia
Secondo i dati più recenti elaborati dall’Osservatorio regionale, in Toscana ad oggi sono 687 i beni confiscati (tra immobili e aziende), per la maggior parte siti tra le province di Pistoia (22%) e Arezzo (18%). Per il il 75% sono gestiti da Comuni (8% dall’amministrazione statale), mentre il 37% è destinato a finalità sociali e i restanti a fini istituzionali e soddisfacimento creditori.
Per favorire il pieno riutilizzo dei beni confiscati, la Regione Toscana negli ultimi anni ha assegnato agli enti locali 6milioni e 300mila euro euro finanziando 16 progetti (9 conclusi e 7 in corso).
Dopo i primi due appuntamenti a Castagneto Carducci e Marciano della Chiana, la vicepresidente Diop proseguirà il ciclo di sopralluoghi presso i beni confiscati attualmente oggetto di interventi di rigenerazione e riqualificazione finanziati con risorse regionali assegnate agli enti locali.
Le prossime tappe saranno il 19 marzo a Bagno a Ripoli, il 9 aprile a Buggiano, il 16 aprile a Chiesina Uzzanese e il 23 aprile a Pescia.