A Firenze c’è un luogo dove artisti da tutto il mondo si incontrano per ripensare il presente attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
È il MAD Murate Art District, spazio di ricerca e sperimentazione nel cuore dell’ex complesso delle Murate, dove mostre, residenze artistiche, formazione e progetti di inclusione trasformano la cultura in un’occasione di dialogo tra persone, comunità e visioni diverse del mondo.
Gestito da Fondazione MUS.E, il MAD è un laboratorio aperto alla città, in cui l’arte non si limita a raccontare la realtà, ma diventa uno strumento per interpretarla e immaginare nuove possibilità.
Due nuove mostre dedicate al rapporto tra arte, ambiente e memoria apriranno la nuova stagione 2026-2027, accanto a queste anche progetti di formazione, inclusione sociale e scambio internazionale.
La Cultura diventa sterile esercizio di stile se dimentica il presupposto che muove ogni cosa: l’armonia orizzontale tra uomo e natura, il senso di comunità che lavora per la dignità di ogni uomo e di ogni donna, la potente visione con cui l’arte difende presente e futuro
“La nuova stagione di MAD Murate Art District è la dimostrazione della ricchezza e la forza di un progetto culturale che è ormai parte integrante dell’identità contemporanea di Firenze in un luogo simbolo che è presidio culturale aperto, dinamico e internazionale, capace di portare la città dentro il dibattito artistico del presente. Mostre, formazione, residenze, attività nelle scuole, inclusione, welfare culturale e relazioni internazionali compongono un programma ampio e articolato, capace di parlare a pubblici diversi e di mettere in dialogo la ricerca artistica con la vita della città” – ha commentato l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini – “MAD è oggi molto più di uno spazio espositivo: è un luogo di produzione culturale, di incontro e di partecipazione, nel quale l’arte contemporanea diventa uno strumento per leggere il presente, costruire relazioni e creare nuove opportunità. È questa capacità di tenere insieme qualità artistica, attenzione sociale e apertura internazionale a rendere il MAD così importante per Firenze. La nuova programmazione conferma inoltre la volontà dell’Amministrazione di investire in una cultura accessibile, inclusiva e capace di generare valore per la comunità”.
“L’esperienza di MAD rappresenta un metodo rigoroso e una modalità radicale di fare cultura, osservata in Università e Accademie che ci propongono come caso studio: non più la cultura del potere, dei prescritti circoli, dei gruppi di interesse; non la cultura dell’intrattenimento, vagamente aperta al sociale. – ha spiegato Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD Murate Art District – MAD difende un metodo unico in Italia che tiene insieme alta ricerca artistica sostenuta dalla committenza pubblica, e un’attenzione continua e costante per la cittadinanza. La Cultura diventa sterile esercizio di stile se dimentica il presupposto che muove ogni cosa: l’armonia orizzontale tra uomo e natura, il senso di comunità che lavora per la dignità di ogni uomo e di ogni donna, la potente visione con cui l’arte difende presente e futuro. Il lavoro quotidiano di artisti con i teenager, con i giovani che cercano formazione di eccellenza, con donne con passato migratorio, con giovani e adulti con disabilità, intende riscoprire e cementare la comunità intorno alla ricerca artistica, nella convinzione che solo la partecipazione e lo scambio tra differenti storie, sensibilità, abilità, porti ad una società consapevole ed emancipata, capace di unire memoria e futuro oltre la narrazione violenta dominante. Ringrazio il Comune di Firenze che ha voluto dedicare importanti risorse PN metro plus e Fondazione Cassa di Risparmio per il sostegno costante e insostituibile al lavoro dedicato alla Cittadinanza”.

Il programma del MAD Murate Art District
La programmazione espositiva si apre il 4 novembre con Roberto Ghezzi. Arno. Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume, un progetto che, a sessant’anni dall’alluvione del 1966, rilegge il legame tra la città e il suo fiume attraverso le cosiddette naturografie, opere realizzate grazie all’interazione tra acqua, fango e tessuti ecocompatibili.
Dal 10 dicembre sarà invece visitabile Ciò che l’acqua racconta di Maria Iorio e Raphaël Cuomo, un’installazione immersiva che indaga le trasformazioni delle zone umide alla periferia di Zurigo e il rapporto tra esseri umani, ambiente e memoria del paesaggio.
Ampio spazio è dedicato alla formazione e al welfare culturale, con percorsi rivolti a persone in condizioni di fragilità, giovani con disabilità, persone con passato migratorio e cittadini in cerca di nuove opportunità professionali.
Tra le iniziative spicca il Master in Mediazione Transculturale del Patrimonio e del Contemporaneo, realizzato con l’Istituto per l’Arte e il Restauro – Palazzo Spinelli, che formerà una nuova figura professionale capace di favorire il dialogo tra patrimonio culturale e comunità plurali. Il programma comprende anche laboratori di canto, improvvisazione teatrale e teatro, pensati per promuovere espressione, autonomia e relazioni.
Torna per la terza edizione Ogni corpo, ogni espressione, il corso coreutico realizzato con Versiliadanza e rivolto a persone con disabilità, caregiver, educatori e professionisti delle arti performative.
Da ottobre a maggio, danza, musica, voce e movimento saranno al centro di un percorso multidisciplinare, affiancato da masterclass con artisti italiani e internazionali.
Prosegue inoltre RAS – Residenze d’artista a scuola, giunto alla quinta edizione, che porta l’arte contemporanea negli istituti scolastici fiorentini attraverso progetti condivisi da artisti, studenti e insegnanti.
ul fronte internazionale, il China Project 2026 rinnova gli scambi tra Italia e Cina con nuove residenze artistiche a Chongqing per Alisa Martynova e Camilla Dalmazio.
Completa il programma Dentro il Contemporaneo, un progetto che propone visite, laboratori e incontri pensati per pubblici diversi, dalle famiglie ai giovani, dagli over 65 alle persone con disabilità.
Tra le iniziative anche le Pillole di arte contemporanea: brevi appuntamenti durante la pausa pranzo dedicati alla scoperta di mostre e opere.
Con un programma che intreccia esposizioni, ricerca, formazione e partecipazione, MAD Murate Art District conferma così il proprio ruolo di spazio civico in cui l’arte contemporanea diventa occasione di incontro, accessibilità e crescita condivisa.
