Lorenzo Musetti non bussa alla porta della storia: entra. Con autorità, con eleganza, con quella miscela di talento e maturità che racconta un giocatore definitivamente entrato in una nuova fase della carriera. A Melbourne il carrarino supera Taylor Fritz in tre set (6-2 7-5 6-4), vola per la prima volta nei quarti di finale degli Australian Open e completa un traguardo simbolico ma pesantissimo: almeno un quarto in tutti e quattro gli Slam.
Una vittoria netta, più semplice di quanto si potesse immaginare alla vigilia, costruita con lucidità tattica, qualità tecnica e una gestione mentale da giocatore di altissimo livello. Musetti prende subito il controllo del match sulla Rod Laver Arena, domina gli scambi, legge le difficoltà fisiche e mentali dell’americano e impone il proprio ritmo fin dalle prime battute. Il primo set è un monologo azzurro, il secondo è più combattuto ma deciso nei momenti chiave, il terzo è controllo puro, con il pubblico australiano che si lascia conquistare anche dalle giocate di classe: smorzate, discese a rete, un tweener-lob da highlights.
Musetti gioca da leader tecnico ed emotivo del match, dimostrando una solidità che racconta un percorso di crescita evidente. Lo dicono i numeri, lo confermano le parole del post partita: “Sono molto orgoglioso di me stesso. È stata una prestazione solida, avevamo preparato bene la partita. Sono arrivato qui con una mentalità diversa, con più sicurezza e più coraggio”.
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Il servizio diventa un’arma centrale (13 ace), ma soprattutto colpisce la continuità: pochi passaggi a vuoto, grande gestione delle fasi delicate, freddezza nei game decisivi. È un Musetti più maturo, più consapevole, più completo. “Ho preso consapevolezza dei miei mezzi”, spiega Lorenzo, raccontando un cambiamento mentale prima ancora che tecnico. Routine, gestione delle energie, fiducia nelle proprie scelte: elementi che oggi fanno la differenza in un torneo lungo e logorante come uno Slam.
E adesso il destino gli mette davanti il simbolo stesso di Melbourne: Novak Djokovic. L’uomo che su questi campi ha costruito una leggenda. Il confronto numero 11 tra i due, con il serbo avanti nei precedenti, ma con una storia recente che racconta partite sempre più combattute. “Contro Nole devi andare in campo per vincere, non solo per giocare”, dice Musetti. C’è anche una suggestione emotiva potente: l’ultima vittoria di Musetti sulla Rod Laver Arena risaliva al titolo junior del 2019, premiato proprio da Djokovic. Oggi, sette anni dopo, la storia si chiude in cerchio, ma su un altro livello.