Con Pastorale, terzo album in uscita il 10 aprile, Le Pietre dei Giganti tornano a interrogarsi sul rapporto tra uomo, natura e significato dell’esistenza, muovendosi in equilibrio tra determinismo scientifico e tensione spirituale.
La band fiorentina amplia il proprio linguaggio stoner psichedelico aprendosi a suggestioni world music, tra poliritmi, percussioni e trame vocali corali che rendono il suono più immediato ma non meno stratificato.
Rispetto al precedente Veti e Culti, il nuovo lavoro segna un’evoluzione sia sonora che concettuale. I brani esplorano il tempo, la trasformazione e l’accettazione, intrecciando dimensione personale e immaginario collettivo.
Ne emerge un disco complesso e coerente, in cui la “pastorale” evocata dal titolo si fa contemporanea: non più idillio rurale, ma una riflessione lucida e potente sul nostro stare al mondo.
Lorenzo Marsili (voce, chitarre), Francesco Utel (chitarre, synth e sample, voci, percussioni), Niccolò Pizzamano (basso) e Francesco Nucci (batteria, percussioni) si ispirano all’interazione tra essere umano e natura, nell’idea di universo come sistema fisico e chimico.
Ecco la nostra intervista a Francesco Utel
Ciao Francesco! In questo nuovo disco non vi siete proprio risparmiati, rispetto a Veti e Culti. Sono molti pezzi con una bella durata
Sì, non abbiamo fondamentalmente scartato nessun brano delle preproduzioni, perché tutti avevano un ruolo e volevamo che il disco fosse un’esperienza d’ascolto, è una cosa che avevamo già in mente nel lavoro precedente. Il disco dura quasi un’ora e richiede impegno nell’ascolto. Volevamo creare un percorso che ti porta in diversi paesaggi sonori. C’è il momento in cui attraverso il testo vuole farti riflettere su una certa tematica, c’è il momento invece in cui ti porta a perderti nella musica. Ci sono momenti dilatati, momenti più aggressivi, momenti anche elettronici, quasi totalmente scorrelati dalla forma canzone, intermezzi anche puramente sonori, con suoni ambientali. Doveva essere un percorso, una sorta di esperienza come quando si va in un certo senso a guardare un film. Si possono generare immagini estremamente diverse come se venisse raccontata una storia.
è un disco che abbraccia delle tematiche esistenziali, che però sono viste da un punto di vista scientifico. Sono riflessioni abbastanza spinte su quella che è la realtà e su quello che è l’universo in cui viviamo
Il titolo “Pastorale” richiama la natura, anche un certo immaginario religioso
Si, è un’estetica che ci piace, in cui ci rispecchiamo, per lo meno per quello che è il nostro modo di fare musica. In Veti e Culti c’era una ricerca un po’ rituale, un’atmosfera introspettiva e quasi ambigua, molto critica nei testi. Invece con Pastorale abbiamo scelto di essere più cristallini, quindi testi più lunghi, più parole. Volevamo parlare più chiaro e sì, è un disco che abbraccia delle tematiche esistenziali, che però sono viste da un punto di vista scientifico. Sono riflessioni abbastanza spinte su quella che è la realtà e su quello che è l’universo in cui viviamo. Quindi ci piaceva accostare questa visione scientifica a quella religiosa, e in qualche modo stuzzicare l’ascolto e anche la vista, perché comunque anche la copertina stessa dell’album ha un’identità “sacrale”.
Musicalmente rispetto al disco prima vi aprite allo stoner, alla psichedelia, ma anche a ritmi un po’ più latini, caraibici, un po’ più tribali. Che cosa vi ha ispirato questa apertura?
In questo momento il rock è quel genere musicale in cui è difficile fare qualcosa di nuovo, di personale. Ci siamo resi conto che c’è una spinta, che poi non è solo nel rock, secondo me anche nel jazz, verso l’inclusione di quella che è la world music all’interno del sound, per cercare di fare effettivamente qualcosa di nuovo. Abbiamo provato a fare questa cosa con cognizione di causa, andando a prendere ispirazione dalla musica afro-cubana, dai ritmi caraibici, rallentandoli e costruendoci sopra anche le parti di altri strumenti. Abbiamo visto che mantenevamo comunque sia un’identità, quindi per noi in un certo senso la missione è riuscita, perché c’è un groove, c’è quel trasporto, c’è quello che evoca quel groove, però rimane un disco de Le Pietre dei Giganti.
In alcuni pezzi affrontate anche dei temi sociali come in “Ode al tiranno” o “La Nostra Sanità”. Pensate sia importante per voi ma in generale per una band prendere posizione di fronte ai problemi, al mondo che ci circonda?
Io penso di sì, ci siamo sempre concentrati molto in quello che era l’introspettivo per quello che erano le nostre tematiche, le liriche, e anche quello secondo me ha un valore sociale perché parlando di qualcosa che abbiamo dentro magari qualcuno può trovare delle analogie, l’ispirazione. Fino ad ora non avevamo mai fatto quel passo che andava a fare un’analisi più dall’alto di quelli che sono i valori della società e del mondo, dell’uomo in generale, quindi sì, questa è una cosa che abbiamo deciso di fare. In Pastorale tocchiamo tematiche esistenziali, ragioniamo su quello che è il mondo, su quello che è la nostra vita e per noi la parte sociale non può essere scissa da questa cosa, dall’importanza del rispetto per le persone intorno a noi, dalla necessità di lottare per una società equa.
Nonostante il mondo stia cambiando non possiamo negare che ancora oggi le donne debbano affrontare a livello sociale e nel quotidiano tutta una serie di giudizi e aspettative che l’uomo non deve affrontare
In “Sulla Sequoia” che è uno dei primi singoli usciti parlate della figura della strega, che cosa vi affascina e che cos’è per voi una strega contemporanea?
Abbiamo scritto questa canzone appunto perché venivamo da “Veti e Culti”, dove c’erano atmosfere dark, e volevamo mantenere questa atmosfera, portarci dietro un po’ di quell’umore esoterico che c’era nel disco precedente. In più la figura della strega è un qualcosa che ci eravamo già imbattuti anche nel primo disco perché un titolo provvisorio che poi non è stato usato aveva la parola strega dentro, quindi è un qualcosa che anche un po’ a livello inconscio tendiamo a inseguire. Il pezzo parla dello scorrere del tempo e dello scegliere di prendere le proprie decisioni per se stessi, anche a costo di essere degli outsider. Ora, probabilmente al giorno d’oggi, questa è una cosa che molte donne si trovano ad affrontare. Nonostante il mondo stia cambiando non possiamo negare che ancora oggi le donne debbano affrontare a livello sociale e nel quotidiano tutta una serie di giudizi e aspettative che l’uomo non deve affrontare. In un certo senso la strega è questo, una donna che sceglie di inseguire le proprie pulsioni o la propria strada e che in passato veniva appunto additata come qualcosa di eretico, addirittura dissacrante. Io sono personalmente molto contento della riuscita del pezzo e sono contento che porti anche questo messaggio dentro.
Il disco inizia con “Dentro l’atomo” e si chiude con “Fuori dalla stella” in una sorta di percorso dal micro al macro
Esatto sì, hai proprio colto la cosa, il primo e l’ultimo brano fungono da introduzione e da ‘outro’, sono dei pezzi molto diversi dal resto delle sonorità del disco perché c’è un maggior uso dei sample, dell’elettronica, è una produzione che si accosta molto di più a un modo di fare musica che ha origini più recenti. Il primo brano fondamentalmente parla della nascita del primo atomo e l’idea è quella appunto di partire da questa riflessione e cominciare un percorso all’interno del disco. Quindi partiamo dal primo atomo, ovvero i tasselli fondamentali che ci compongono e ci rendono degli esseri incredibilmente complessi ed è questa complessità che dà valore a ognuno di noi, ma non solo a ognuno di noi, a ogni cosa che ci circonda. Questa riflessione evolve in tutto il resto del disco e si conclude alla fine con Fuori dalla stella che fondamentalmente parla dell’esplosione di una supernova ed è la conclusione.
Domanda di rito: avete dei concerti in vista per sentire questo nuovo disco?
Allo stato attuale abbiamo una data confermata a Torino il 10 maggio alla Bocciofila Rami Secchi una data domenicale e poi abbiamo tutta una serie di altre date che però ancora non sono state annunciate e quindi ovviamente faremo tutte le comunicazioni del caso sui nostri social.
