Quattro Turandot multimediali e ognuna con un finale diverso: c’è la versione interrotta alla morte di Giacomo Puccini, le due versioni del finale che compose Franco Alfano e quella che fu ideata da Luciano Berio. Un progetto che abbraccia l’Italia, gli Stati Uniti e l’Oriente, molto ambizioso, che si chiama The Four Turandot – T4T, partito nel 2024 per il centenario della morte del compositore.
L’iniziativa è vincitrice di un bando del ministero dell’Università, finanziato dal Pnrr con fondi europei NextGeneratioinEU, e coinvolge il Conservatorio di Milano, quello Cherubuni di Firenze, poi Modena e Carpi, Piacenza e Torino. Hanno partecipato anche il Politecnico delle Arti di Bergamo, Nuova Accademia di Belle Arti) e la Statale di Milano. I partner internazionali sono la Keimyung University di Daegu in Corea del Sud, lo Zhejiang Conservatory of Music di Hangzhou e l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai in Cina e il Miller Theatre di Augusta negli Stati Uniti.
Le opere sono state realizzate utilizzando strumenti tecnologici, con riprese in 3D e scene virtuali. Tutti gli allestimenti, che hanno la regia di Livia Lanno, Stefania Giorgia Butti e Angela Paradiso, avranno un doppio cast selezionato da una giuria di esperti, di cui hanno fatto parte cantanti come Barbara Frittoli, artisti, direttori d’orchestra e pianisti. Il lavoro si è allargato anche alla ricerca filologica, con la collaborazione dell’Archivio Ricordi.
Le messe in scena
Si comincerà con due recite dell’opera incompiuta al Miller Theater di Augusta. Il 27 e 28 febbraio si torna in Italia, nella sala Verdi del Conservatorio, con la versione con il finale di Berio.
Il 12 e 13 marzo si vola in Corea del Sud, alla Keimyung University di Daegu, dove verrà presentata la seconda versione di Alfano. La prima invece sarà il 15 e 16 aprile allo Zhejiang Conservatory of Music di Hangzhou in Cina.