L’economia toscana è resiliente: nel 2025, malgrado uno scenario internazionale instabile, è lievemente in crescita, con il Pil che aumenta più di quello italiano, l’export sostenuto soprattutto dai comparti più specializzati, come la farmaceutica, il turismo che vede aumentare le presenze e un mercato del lavoro in espansione, con segnali incoraggianti di ripresa anche per la moda e l’industria.
È questa in sintesi la fotografia scattata dal rapporto annuale di Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, che è stato presentato oggi a Firenze nella sede della Regione.
Pil in aumento dello 0,8%
Secondo le stime Irpet infatti il Pil nel 2025 è cresciuto dello 0,8% nel 2025, rispetto a +0,6% dell’Italia, e per il 2026 si prevede un aumento dello 0,7%, in linea con quello nazionale, spinto dai consumi delle famiglie, sostenuti dall’aumento del reddito disponibile, favorito dalla tenuta del mercato del lavoro.
Infatti nel 2025 l’occupazione dipendente continua a crescere (+1,6% nel terzo trimestre dell’anno), ed è positivo il saldo tra avviamenti e cessazioni con 65mila posizioni create tra gennaio e settembre, anche se calano le nuove assunzioni (-3,7%) e restano le difficoltà nel manifatturiero.
Crescono l’export e le presenze turistiche
Continua la crescita dell’export che segna +14,7% nei primi tre trimestri dell’anno e ancora di più nell’ultimo (+25,5%), con un’ottima performance dei comparti ad alta specializzazione, come la farmaceutica (+138% nel terzo trimestre).Negli ultimi tre mesi del 2025 si assiste anche ad una ripresa confortante del comparto moda, in particolare nei segmenti che avevano registrato i cali maggiori: calzature (+22,8%), abbigliamento (+17,4%), maglieria (+17,1%), cuoio e pelletteria (+9,6%), filati e tessuti (+3,2%).
Dopo quattro anni di crescita ininterrotta, che ha consentito di superare i livelli pre pandemia, il turismo conferma anche nel 2025 un aumento delle presenze del +2,5%: al +3,8% del turismo straniero si aggiunge un +0,7% di quello italiano. A trainare l’aumento sono soprattutto le città d’arte (+6,0%) e la montagna (+6,2%), risultati positivi anche per le aree collinari (+2,8%), calano invece mare e costa (-1,7%).
La produzione industriale invece resta in territorio negativo, con -1,8% nel terzo trimestre 2025 ma con un segnale positivo di ripresa a novembre (+1,8% rispetto a ottobre).
PNRR ancora decisivo per l’economia
La seconda parte del rapporto Irpet è dedicata all’impatto sull’economia toscana della manovra finanziaria e del PNRR e dei fondi strutturali. Rispetto a questo punto, in Toscana a novembre 2025 risultano 21mila i progetti in carico a soggetti attuatori, per un totale di circa 12 miliardi di euro (8,3 finanziati con PNRR/PNC, restante cofinanziato con risorse regionali o statali). Lo stato di avanzamento dei progetti è del 73% (54% il dato italiano) e si sale all’80% per le opere pubbliche in carico alle amministrazioni comunali. Secondo le stime Irpet, il PNRR nella fase di realizzazione determinerebbe un aumento medio annuo del livello del Pil di +1,3 punti percentuali (rispetto a uno scenario senza PNRR) e dell’occupazione di + 1,8%, mentre la programmazione comunitaria aggiungerebbe ulteriori +0,5 punti di PIL e +0,6 sull’occupazione.
Infine per quanto riguarda le previsioni per il 2026, 2 imprese toscane su 3 si aspettano una stabilità del fatturato, solo il 19% un aumento e il 16% una diminuzione. Analoghe le attese riguardo a ordini, investimenti e occupazione: su questo ultimo fronte oltre 3 imprese su 4 prevedono stabilità e nessun cambiamento significativo. In generale, la percezione diffusa è di relativa incertezza.