La salvaguardia dell’arte come forma di resistenza civile durante la guerra, è questo il filo conduttore di “Resistere per l’arte – Il podcast”, il nuovo progetto della Fondazione CDSE (Centro di Documentazione storico etnografica Valdibisenzio di Prato), in uscita il 2 giugno sulle principali piattaforme audio in occasione dell’anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Cinque episodi per raccontare le vicende di alcune tra le più importanti opere del patrimonio toscano — dalla Primavera di Botticelli alle opere aretine di Piero della Francesca, dal Camposanto di Pisa al Ponte Santa Trinita fino al misterioso Fauno di Michelangelo, trafugato dai tedeschi e mai più ritrovato.
Saranno raccontate soprattutto le storie di uomini e donne che, sotto i bombardamenti e il nazifascismo, misero a rischio la propria vita per proteggere l’identità culturale del Paese.
Il podcast nasce da un lungo lavoro di ricerca storica curato da Alessia Cecconi, direttrice della Fondazione CDSE, che negli ultimi quindici anni ha recuperato documenti, diari e lettere inedite sui cosiddetti “monuments men e women” toscani.
Materiali che oggi diventano un racconto divulgativo e coinvolgente, costruito attraverso testimonianze, interventi di studiosi, memorie dei protagonisti e letture teatrali affidate all’attore Mario Spallino, con la regia del giornalista e podcaster Lorenzo Tempestini.
Ogni episodio affronta una diversa storia di salvataggio e resistenza: dal trasferimento della Primavera di Botticelli alla difesa delle opere di Piero della Francesca nell’Aretino, fino alla rinascita degli affreschi del Camposanto di Pisa e del Tabernacolo di Filippino Lippi dopo le devastazioni della guerra.
Le ultime puntate si concentrano invece sul Fauno di Michelangelo, scomparso durante la ritirata tedesca, e sulla distruzione e successiva ricostruzione di Ponte Santa Trinita a Firenze, simbolo non solo della rinascita artistica ma anche di quella democratica dell’Italia del dopoguerra.
Sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il bando dedicato alla valorizzazione della memoria antifascista e della Resistenza, il progetto punta anche a coinvolgere le giovani generazioni, mostrando come la tutela dell’arte sia stata parte integrante della lotta per la libertà e la costruzione di una nuova Italia democratica.
” “Resistere per l’arte” – ha dichiarato l’assessora all’istruzione e alla cultura della Memoria Alessandra Nardini, presentando il progetto – dà un contributo importantissimo affinché la Memoria della lotta di Liberazione dal nazifascismo, della conquista della democrazia, sia e resti viva e ci aiuti anche a comprendere quanto preziosa sia l’arte, da difendere, valorizzare, riscoprire. Un po’ come la nostra Costituzione, ancora in larga parte da attuare, che resta un faro in tempi bui come questi, a partire dall’articolo 11. Questo progetto illumina le vicende di una Resistenza meno nota, ci restituisce la forza di donne e uomini, resistenti silenziose e silenziosi, ci ricorda una verità universale: quando scoppia una guerra, porta con sé solo morte e distruzione e anche l’arte è a rischio, e con essa l’espressione più alta dell’ingegno e dei talenti umani. L’originalità della forma poadcast consentirà di arrivare alle giovani generazioni, a cui chiediamo di raccogliere il testimone della Memoria, come in una sorta di staffetta generazionale. Ringrazio la Fondazione CDSE per il lavoro quotidiano di salvaguardia e diffusione della Memoria che in questi anni ho avuto modo di conoscere e di apprezzare, e nello specifico per aver realizzato questo progetto, che come Regione abbiamo sostenuto, con cui diari, lettere e documenti inediti danno voce ad un racconto che unisce rigore storico ed emozione, restituendoci vicende di donne e uomini che sotto i bombardamenti e il nazifascismo hanno rischiato tutto per salvare il nostro patrimonio artistico”.
