Con l’arrivo della primavera riapre uno dei luoghi più suggestivi e meno affollati nei dintorni di Firenze: il Parco Mediceo di Pratolino, nel comune di Vaglia. Dal 1° aprile al 1° novembre il parco sarà accessibile gratuitamente ogni venerdì, sabato, domenica e nei giorni festivi, offrendo ai visitatori un’occasione preziosa per immergersi in un paesaggio che intreccia arte, natura e storia.
Un giardino rinascimentale nato per amore
Le origini del parco risalgono al 1568, quando Francesco I de’ Medici acquistò la proprietà come dono per la sua amante, la nobile veneziana Bianca Cappello. Il progetto fu affidato a Bernardo Buontalenti, che trasformò un territorio aspro in un sorprendente “giardino delle meraviglie”.
Tra grotte artificiali, giochi d’acqua, automi idraulici e fontane scenografiche, Pratolino divenne presto un modello per i giardini europei. Artisti come Giambologna, Bartolomeo Ammannati e Baccio Bandinelli contribuirono a renderlo uno dei complessi più raffinati del Rinascimento.
Il simbolo del parco è il maestoso Colosso dell’Appennino, realizzato da Giambologna tra il 1579 e il 1583: alto circa 14 metri, il gigante sembra emergere dalle acque di un laghetto, coperto di licheni e vegetazione, in perfetta fusione con l’ambiente circostante. Un tempo, quando le conduttore d’acqua che attraversano la statua erano in funzione, il gigante in inverno si copriva di ghiaccioli: per questo era anche chiamata “Gennaio”, inteso anche come personificazione della vecchiaia.

All’interno della statua si nascondono diversi ambienti segreti: al piano terra c’è una grotta dedicata a Teti, mentre al piano superiore c’è una camera ampia e una più piccola con un caminetto, la cui canna fumaria sono le narici del Colosso. Secondo la tradizione, lo stesso Francesco I si rifugiava proprio qui, pescando attraverso gli occhi della scultura.
Un’opera che ancora oggi incanta per ingegno e suggestione, bellissima da ammirare nel periodo della fioritura delle ninfee ospitate nel laghetto.
Dal declino alla rinascita
La villa medicea di Pratolino originaria non è sopravvissuta, perché fu demolita all’inizio dell’Ottocento, ma il parco ha continuato a vivere attraverso trasformazioni e nuovi proprietari. Nel 1872 passò alla famiglia russa Demidoff, che lo restaurò e lo abitò fino alla metà del Novecento, lasciando il nome con cui è ancora noto: Villa Demidoff.
Dal 1981 la gestione è pubblica e oggi il parco, esteso su circa 155 ettari, è un patrimonio naturalistico di grande valore. Non a caso, nel 2013 è stato inserito insieme alle altre Ville Medicee della Toscana tra i siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Oggi il Parco di Pratolino offre molto più di una visita storica e artistica. I suoi boschi ospitano querce monumentali, cedri, ippocastani e abeti bianchi, mentre il sottobosco in primavera si colora con la fioritura delle viole selvatiche. Il Parco offre percorsi in bosco per gli appassionati di trekking o nordic walking, o semplicemente per rigenerarsi nella natura.
Tra le principali attrazioni si trovano la Cappella del Buontalenti, la Grotta di Cupido, la Peschiera della Maschera e i due giardini all’italiana, affiancati da un più ampio parco romantico ottocentesco.
Orari e modalità di accesso
Dal 1° aprile quindi, e fino al 1° novembre, il Parco è aperto a ingresso gratuito venerdì, sabato, domenica e nei giorni festivi (5, 6, 25 aprile, 1 maggio, 1, 2 e 24 giugno, 15 agosto, 1 novembre) con i seguenti orari. Dalle 10 alle 20 ad aprile e maggio, dalle 10 alle 21 nei mesi di giugno e luglio, dalle 10 alle 20 ad agosto e settembre e dalle 10 alle 18 a ottobre e novembre. Lunedì 1 giugno il Parco sarà eccezionalmente aperto con orario 10-21.
Da lunedì al giovedì l’orario di apertura è dalle 9 alle 14 ma solo su prenotazione scrivendo a parcomediceodipratolino@cittametropolitana.fi.it.