Riparte il Treno della Memoria toscano, dal 23 al 27 marzo, con circa 500 studentesse e studenti. E’ la dodicesima volta da quando nel 2002 la Regione, allora prima in Italia, decise di portare le scuole secondarie di secondo grado e l’Università ad Auschwitz e Birkenau per ascoltare e sopravvissute e i sopravvissuti e per vedere di persona i luoghi dell’orrore delle deportazioni nazifasciste.
L’ultima volta era stata nel 2019, poi lo stop dovuto alla pandemia. Ora il viaggio-studio riparte, preparato attraverso incontri nelle scuole e con il coinvolgimento delle e degli insegnanti.
La partenza
Il treno è partito dalla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, lunedì 23 marzo tra le ore 13.30 e le 14 con arrivo in Polonia ad Oswiecim (Auschwitz) alle otto della mattina successiva.
Sul treno ci saranno 413 ragazze e ragazzi di 46 scuole di tutte e dieci le province toscane, 51 insegnanti, una quarantina di universitarie e universitari degli atenei di Firenze, Pisa, Siena e dell’Università per stranieri di Siena, insieme a rappresentanti delle comunità deportate e alle associazioni antifasciste che saranno protagoniste di dieci laboratori di approfondimento sul treno.
Un treno da 550 posti
Tutte e dieci le province toscane sono rappresentate dalle scuole che hanno partecipato ad un bando. Da Arezzo partiranno in 18 da due istituti. Firenze e tutta la provincia portano a Birkenau e Auschwitz 143 studenti di sedici scuole diverse. I ragazzi di Grosseto sono 36 e quattro le scuole. Livorno partecipa con 36 studentesse e studenti e quattro scuole. Lo stesso per Lucca e Massa Carrara. Due gli istituti dalla provincia di Pisa e 18 gli studenti, mentre da Pistoia partono in nove con una sola scuola. Da Prato arrivano 45 ragazze e ragazzi di cinque istituti diversi. Chiude l’elenco Siena, con quattro scuole e 36 studenti.
In Polonia si aggiungeranno Andra e Tatiana Bucci, le sorelle sopravvissute all’orrore di Birkenau che già hanno partecipato a molte altre edizioni del “Treno della Memoria” e incontrato centinaia di studentesse e studenti toscani. Con loro arriverà anche Ugo Caffaz, riconfermato dal presidente Giani consigliere per le politiche della memoria.
“Questo nuovo viaggio del Treno della Memoria – osserva il presidente Eugenio Giani – assume una significato ancora più speciale. Da un lato i testimoni diretti dell’orrore nazifascista sono sempre meno, dall’altro nel mondo la violenza, la guerra e la sopraffazione tornano a dominare la convivenza globale. In questo scenario la Regione Toscana, apripista tanti anni fa di un’esperienza di questo tipo, rinnova il suo impegno a trasmettere alle nuove generazioni il senso, finché siamo in tempo di tirarsi fuori da ideologie distruttive, attraverso l’approfondimento e la conoscenza diretta degli abissi in cui è caduta nel passato l’umanità per riaffermare i valori della pace, della tolleranza e del rispetto dell’altro”.
“Abbiamo voluto fortemente che il Treno della Memoria ripartisse, perché – spiega l’assessora Alessandra Nardini – questa è un’esperienza unica che si deve innanzitutto vivere. Siamo orgogliosi di continuare a investire in un’iniziativa che ha un valore educativo e civile straordinario. Viaggi come questo non sono una “gita”, sono piuttosto un pellegrinaggio laico. Far visitare a ragazze e ragazzi i campi di sterminio, far vedere con i loro occhi l’abisso più profondo, e offrire il privilegio di ascoltare testimonianze dirette di chi ha vissuto quell’orrore, significa dar loro modo di comprendere dove portano odio, discriminazioni e indifferenza. Significa non lasciare spazio a tentativi di negazionismo e revisionismo.
I viaggi della memoria
Dal 2002 fino al 2005 il treno toscano è partito tutti gli anni, per quattro volte. Due volte nel 2005, poi, dal 2006, la partenza è avvenuta ad anni alterni: il treno nei dispari, altre iniziative con i ragazzi negli anni pari. La pandemia nel 2021 ha fermato il treno e i viaggi, ripresi solo l’anno scorso, nel 2025, con un pellegrinaggio della memoria in pullman sui luoghi della deportazione italiana. L’ultimo treno era partito nel 2019.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Fondazione “Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana”. Rientra all’interno del programma regionale GiovaniSì per l’autonomia dei giovani ed è parte del progetto “Tracce di Memoria 2026”, finanziato dalla Regione Toscana con fondi europei FSE+, che proseguirà fino a dicembre.
Il programma
Lunedì 23 marzo il treno partirà tra le 13.30 e le 14 dalla stazione Santa Maria Novella a Firenze. Rappresentanti delle comunità deportate e delle associazioni antifasciste saranno protagoniste di dieci laboratori di approfondimento sul treno, che si svolgeranno tra l’andata e il ritorno nelle due carrozze conferenze allestite per l’occasione.
Attorno alle otto della mattina del 24 marzo il treno arriverà in Polonia ad Oswiecim (Auschwitz). Lì al gruppo toscano si aggiungeranno Andra e Tatiana Bucci, le sorelle, all’epoca di quattro e sei anni, sopravvissute all’orrore di Birkenau. Il programma prevede subito la visita al campo di Birkenau, dove alle 13.30 presso il monumento internazionale è prevista la cerimonia di commemorazione con l’intervento dell’assessora Nardini e di Andra e Tatiana Bucci, che per la prima volta si rivolgeranno agli studenti da quel luogo. Nel tardo pomeriggio spostamento in albergo a Cracovia.
La mattina di mercoledì è prevista la visita a gruppi del campo e museo memoriale di Auschwitz. La delegazione regionale lascerà una corona nel cortile del blocco 11 davanti al muro della morte (il regolamento del museo non permette cerimonie).
Dopo pranzo e il rientro a Cracovia alle 18, presso la Sala conferenza dell’Hotel Metropolo si terrà la testimonianza delle sorelle Andra e Tatiana Bucci. Dopo cena, nella stessa sala, ci sarà il concerto dell’Alexian Group di Santino Spinelli.
Giovedì 26 marzo visita della città di Cracovia, a partire dal ghetto e quartiere ebraico. Alle 18 cerimonia di saluti e ripartenza del treno verso Firenze, dove si svolgeranno come all’andata laboratori di approfondimento.
Sul treno proseguiranno i laboratori di approfondimento e formazione, fino all’arrivo a Firenze previsto alla fine della mattinata di venerdì.