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Toscana delle donne, Giani: “Priorità del programma di Governo”

Oltre mille persone per l’evento inaugurale ideato da Cristina Manetti. La neo-assessora: “Renderemo sempre più solido il ruolo della donna nella nostra società”. Tra gli ospiti della serata Edoardo Leo, Chiara Francini e Simona Molinari

Eugenio Giani e Cristina Manetti

Le donne e i loro diritti continuano ad essere fondamentali per la Toscana. A dirlo, in poche parole, è lo stesso presidente della Regione Eugenio Giani, nel corso della serata inaugurale della quarta edizione de “La Toscana delle donne”, rassegna ideata dalla ex capo di gabinetto del governatore e oggi neo-assessora, Cristina Manetti.

“È la prima grande iniziativa che presentiamo prima ancora di aver definito completamente la squadra di governo: assessori, sottosegretario, deleghe – ha spiegato Giani. Questo dimostra quanto questa manifestazione sia una priorità del nostro programma.”

Giani: Un vero hub di idee che valorizzano il ruolo della donna in una regione che da sempre è all’avanguardia

Una priorità condivisa dalle tante persone presenti al Teatro Verdi di Firenze, oltre mille, intervenute per l’inizio del nuovo viaggio della rassegna dedicata, quest’anno, alla “Libertà”. “Un vero hub di idee, posizioni, confronti che valorizzano il ruolo della donna in una regione che da sempre è all’avanguardia”, ha chiosato il governatore.

Cristina Manetti, Libertà? Il cammino che stiamo facendo per i diritti delle donne

La Toscana delle donne sarà il luogo da cui matureranno idee e proposte che la Giunta svilupperà nei prossimi cinque anni

L’assessora Manetti ha proseguito ricordando che “La Toscana delle donne sarà il luogo da cui matureranno idee e proposte che la Giunta svilupperà nei prossimi cinque anni per rendere sempre più solido il ruolo della donna nella nostra società.”  Poi è tornata sul tema della quarta edizione della rassegna, dedicata alla “Libertà”Come si fa a non parlare di libertà in questo momento storico? Abbiamo bisogno di tutta la libertà possibile per proseguire il percorso di crescita, perché la libertà non sia il punto d’arrivo, ma il processo che ci porta davvero a goderne appieno”.

Manetti ha ricordato che nei dieci giorni della manifestazione verranno affrontati i temi relativi a sanità, lavoro, violenza. “Perché il 25 novembre, lo sappiamo, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere – ha proseguito – e questo è uno dei temi su cui dobbiamo insistere con maggiore determinazione. Non è possibile che ogni giorno ci raggiungano notizie di donne uccise, violentate, colpite da chi sta loro accanto: compagni, mariti, amici. Però, ogni tanto, arriva anche una buona notizia. Oggi i giornali raccontano che, per la prima volta dal 1979, dalla rivoluzione iraniana, una donna è salita sul podio dell’orchestra più importante di Teheran. Ecco: sono notizie come questa che ci danno la forza e la speranza per andare avanti.”

Edoardo Leo, educazione affettiva e sessuale a scuola: “Non abbassare la guardia su questo tema”

Una battaglia, quella per i diritti delle donne, abbracciata da molti artisti. Tra questi anche Edoardo Leo regista di  “Non sono quello che sono” la tragedia di Otello, Desdemona e Iago. L’arrivo in sala del film  è stato preceduto da un intenso tour nelle università italiane, dove Leo ha affrontato il tema del femminicidio con migliaia di studenti.

Edoardo Leo a La Toscana delle donne

Sul palco del Verdi il regista ha portato un brano del testo di Franca Rame “Lo stupro” e le sue riflessioni sulla violenza di genere, sul linguaggio e gli stereotipi di genere denunciando il ritardo colpevole della scuola italiana sull’educazione affettiva e sessuale.  “E’ il momento di non abbassare la guardia su questo tema”, ha spiegato, “perché se qualcuno pensa che se ne parli troppo, allora il problema è lui”.

Simona Molinari, la musica delle donne

Poi spazio alla musica e a Simona Molinari cantautrice pop-jazz, con all’attivo 7 album, vincitrice di numerosi premi per l’impegno, l’interpretazione, l’ecletticità che ha spaziato  nella sua performance dal brano cantato dalla Maddalena di Jesus Christ Superstar “I don’t know how to love him” a “L’importante è finire” di Mina passando per una serie di brani famosissimi scritti da donne, anche se quasi nessuno lo sa. Fra questi il testo di “4 marzo 1943” scritto da Paola Pallottino. A chiudere la presenza sul palco di Molinari  “Gracias a la vida” di Mercedes Sosa, cantata anche da Gabriella Ferri e infine “Baraje” di Shervin Hajipur, canzone iraniana inno della libertà e della rivoluzione.

Chiara Francini, la libertà quando se la prende una donna non è gentile, è definitiva

Il coraggio non è la vittoria ma l’assenza di paura

La chiusura della serata è stata affidata a Chiara Francini. L’attrice e autrice fiorentina ha portato in scena un monologo inedito, scritto appositamente per l’occasione, e ha declamato un testo dedicato alle donne e al loro diritto di voto. Un testo all’insegna della libertà e soprattutto del coraggio. Citando Pessoa, Patrizia Cavalli, le sorelle Bronte, Hawthorne, Hemingway, Calvino, Natalia Ginzburg, Chiara Francini ha portato parole di testimoni che in varie forme parlano di coraggio. Il coraggio non è la vittoria ma l’assenza di paura. Essere donna significa lanciare sapendo che il bersaglio non sarà solo il traguardo ma anche lo sguardo degli altri.  E la libertà quando se la prende una donna non è gentile, è definitiva.

Mia Diop, vicepresidente della Regione a La Toscana delle donne

Al Verdi anche la neo-vicepresidente Mia Diop e il sottosegretario alla presidenza Dika

Diop: Libertà, presupposto imprescindibile di ogni percorso di emancipazione 

Alla serata è intervenuta anche la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop. La seconda carica del governo regionale ha ricordato, intervistata dalla stampa, come la libertà sia “il presupposto imprescindibile di ogni percorso di emancipazione. Se guardiamo dalla prospettiva femminile – ha detto Diop – la libertà rappresenta una condizione necessaria per permettere alla donna di realizzarsi, di autodeterminarsi, di crescere e soprattutto di scegliere. Quindi penso sia molto importante in questa occasione ritrovarsi tutte e tutti per parlare di questo tema fondamentale”.

Alla serata inaugurale non è mancata la presenza del sottosegretario della Presidenza, Bernard Dika. Insieme a Diop ha ribadito dal palco come le giovani generazioni possano contribuire in termini concreti al percorso per il ricoonscimento della parità di genere.

 

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