Sono passati 14 anni dalla notte del 13 gennaio 2012, quando l’inchino mortale dell’ammiraglia di Costa Crociere, la Concordia, naufragò a Punta Gabbianara, all’Isola del Giglio. Uno dei più gravi disastri della marineria italiana in cui morirono 32 persone tra passeggeri ed equipaggio.
La nave colpì il basso fondale sugli scogli de Le Scole davanti alla costa, aprendo uno squarcio nella fiancata di sinistra dello scafo di circa 70 metri. Ogni anno l’isola insiema alla Toscana ricorda la tragedia e le sue vittime.
Il programma della cerimonia
“È importante ricordare ciò di cui siamo stati testimoni, pertanto anche quest’anno commemoreremo il 13 gennaio 2012”, scrive in una nota l’amministrazione comunale annunciando il programma delle celebrazioni
Il sindaco Armando Schiaffino e l’amministrazione comunale hanno chiesto al parroco di Giglio Porto di celebrare, con la comunità gigliese, alle ore 12, una messa in suffragio dei defunti, nella chiesa di San Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto. Alle 21.30 si svolgerà la consueta fiaccolata che partirà dalla chiesa, per raggiungere la targa commemorativa sul molo rosso. La chiesa di Giglio Porto resterà aperta, per tutto il pomeriggio, a disposizione di chi vorrà offrire personalmente una preghiera per i defunti.
La tragedia
La sera del 13 gennaio 2012, alle 21.45, la Costa Concordia urta il più piccolo degli scogli delle Scole situato a circa 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio, provocando uno squarcio di 70 metri nello scafo. La nave stava effettuando una crociera nel Mediterraneo con partenza da Civitavecchia e scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari e Palermo. A bordo c’erano 4.229 persone tra equipaggio e passeggeri.
L’incidente fu causato da una manovra azzardata di avvicinamento seguendo le indicazioni del comandante Schettino, il cosiddetto inchino: una serie di manovre che vengono compiute nelle vicinanze della costa come forma di saluto. Morirono 32 persone e 193 feriti e il parziale affondamento della nave. Il comandante Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione.
Le operazioni di rimozione del relitto hanno richiesto diversi anni di lavoro. Tra le fasi più delicate dell’intervento c’è stata quella del “parbuckling”, ossia del raddrizzamento della nave. Iniziata alle 9 del 16 settembre 2013, terminò dopo 19 ore di lavoro