Siena e l’Accademia Musicale Chigiana hanno fatto da cornice alla presentazione ufficiale della stagione MotoGP 2026 di Prima Pramac Yamaha, il primo team a svelare moto e piloti in vista del nuovo campionato. Una scelta non casuale, che lega uno dei luoghi simbolo della cultura toscana a una delle eccellenze industriali e sportive del territorio, Pramac, azienda nata e cresciuta in Toscana e oggi protagonista stabile della classe regina del Motomondiale.
L’evento segna un passaggio importante nella storia del team guidato da Paolo Campinoti, che nel 2026 festeggia 25 stagioni consecutive in MotoGP, un traguardo raro nel paddock internazionale. “Sono passati 25 anni, sembra ieri – ha ricordato Campinoti – ma ci abbiamo messo tanta dedizione e tanto lavoro per essere ancora qui”. Un percorso costruito nel tempo, tra scelte coraggiose e sacrifici, che ha portato Pramac a conquistare due titoli mondiali negli ultimi anni e a diventare uno dei punti di riferimento della griglia.
Dopo l’avvio del progetto con Yamaha nel 2025, la stagione 2026 rappresenta il secondo anno di collaborazione con la casa giapponese, in una fase di profondo rinnovamento tecnico. La Yamaha M1 presentata a Siena è completamente nuova, dal motore al telaio, e apre a un percorso di sviluppo che richiederà tempo e continuità. “Credo che quest’anno avremo un cammino di crescita – ha spiegato Campinoti – perché la moto verrà affinata gara dopo gara”.

Sul fronte piloti, Pramac conferma Jack Miller e accoglie una delle novità più attese dell’intera MotoGP: Toprak Razgatlıoğlu, tre volte campione del mondo Superbike, al debutto nella top class. Il turco, 29 anni, affronta il passaggio con realismo: “Avrò bisogno di tempo per adattarmi. Il 2026 sarà un anno di apprendistato”, ha detto, spiegando come l’obiettivo sia costruire le basi in vista del 2027, quando il cambio di regolamenti potrebbe rendere il campionato più favorevole.
Accanto a lui, Miller rappresenta un riferimento tecnico e umano per il progetto. “Lavorare a stretto contatto con Yamaha è stato piacevole – ha spiegato l’australiano – siamo concentrati sullo sviluppo e sulla continuità, che in questo paddock fa la differenza”. Il team director Gino Borsoi ha sottolineato l’importanza del momento: “Non sarà un anno semplice, ma c’è una buona atmosfera. Avere due piloti così diversi può aiutarci a far crescere la moto e il progetto. L’obiettivo resta quello di riportare Yamaha nelle posizioni che merita”.

Durante la presentazione è stato fatto anche il punto sugli equilibri della MotoGP. Per Campinoti, nel 2026 la moto da battere resta la Ducati, ma con una precisazione: “La vera differenza l’ha fatta Marc Marquez. Più che la moto, sarà lui l’uomo da battere”.
A Siena è stata presentata anche la formazione Moto2, che conferma l’attenzione di Pramac verso i giovani. Accanto a Izan Guevara, già campione del mondo, ci sarà l’esordiente Alberto Ferrandez, in un percorso che punta a far crescere i piloti fin dalle categorie inferiori. “Vogliamo costruire relazioni e accompagnare i ragazzi nel loro sviluppo”, ha spiegato il team manager Alex De Angelis.
La stagione 2026 di Pramac parte quindi dalla Toscana, da Siena, con un progetto che guarda avanti senza rinnegare il percorso fatto. Venticinque anni dopo l’esordio in MotoGP, il team toscano continua a puntare su lavoro, continuità e sviluppo, con la consapevolezza che i risultati, come le basi solide, si costruiscono nel tempo.