Creare una task force di docenti con una formazione ad hoc alle spalle, capaci di riconoscere i segnali di disagio nei giovani a rischio di dipendenze digitali e comportamentali e sensibilizzare le scuole su una problematica sempre più diffusa.
18 borse di studio per gli insegnanti
È questo l’obiettivo del progetto di Fondazione CR Firenze, nato dalla collaborazione con l’Università di Firenze e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, per affrontare concretamente i disturbi legati alla diffusione delle tecnologie e al progressivo incremento del loro utilizzo, in particolare di smartphone e social.
Per questo Fondazione CR Firenze ha messo a disposizione diciotto borse di studio per altrettanti docenti di dieci istituti secondari di primo e secondo grado della Città Metropolitana di Firenze, grazie a cui potranno frequentare gratuitamente il master di II livello in “Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali giovanili”, appena partito all’Università di Firenze e unico in Italia specificamente dedicato alle dipendenze non legate all’assunzione di una sostanza.
Una vera e propria task force quindi, che al termine della formazione sarà specializzata in dipendenze digitali e opererà sul territorio arrivando a intercettare circa 10mila studenti frequentanti le scuole fiorentine.
“Nel suo ruolo di osservatorio sul territorio – sottolinea la vicepresidente di Fondazione CR Firenze Maria Oliva Scaramuzzi – la Fondazione ha attenzionato il tema delle dipendenze digitali che rappresenta senza dubbio una spia del disagio delle giovani generazioni. Con queste borse di studio abbiamo scelto di investire sulla formazione dei docenti per renderli ‘capaci’ di intercettare il malessere dei giovani direttamente nel luogo deputato all’educazione, la scuola.”
I giovani in difficoltà nel limitare l’uso dei dispositivi digitali
Secondo gli studi sui disturbi da uso di internet negli under 30, condotti dal Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Università di Firenze, un giovane su quattro riferisce difficoltà a limitare l’utilizzo dello smartphone, anche in presenza di conseguenze negative, mentre un giovane su tre/quattro gioca regolarmente d’azzardo. I dati quindi evidenziano due aspetti fondamentali: l’uso delle tecnologie digitali non è di per sé indicativo di un comportamento problematico, ma una quota non trascurabile di giovani ha difficoltà nel controllo dell’uso dei dispositivi digitali.
La formazione specifica rivolta ai docenti permetterà loro di individuare precocemente situazioni di rischio e implementare interventi di prevenzione. Il master dell’Università di Firenze infatti, con 250 ore di didattica e 150 ore di tirocinio, ha l’obiettivo di fornire competenze per il riconoscimento precoce delle principali forme di dipendenza. Per gli insegnanti delle scuole saranno forniti strumenti operativi per progettare interventi orientati all’educazione digitale e alla sensibilizzazione dei giovani all’automonitoraggio dell’uso dei dispositivi.
“I giovani sono immersi in un mondo digitale, che offre loro tante potenzialità, ma che può generare anche forme di disagio, soprattutto se l’esposizione è troppo precoce o prolungata. È importante, quindi, saper individuare questi segnali in maniera tempestiva– spiega la rettrice dell’Ateneo fiorentino Alessandra Petrucci – Per questo, l’Università di Firenze ha attivato un percorso di alta formazione, unico nel suo genere, rivolto agli insegnanti, che, per primi, sono chiamati a intercettare i segnali di malessere dei ragazzi. Siamo convinti che, grazie alla collaborazione con Fondazione CR Firenze, il master possa svolgere un ruolo di grande rilievo nell’ambito dell’educazione digitale e della prevenzione”.