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La memoria diventa futuro: Castelnuovo d’Avane pronto a rinascere grazie a 20 milioni del Pnrr

L’intervento interessa una superficie complessiva di 5.050 metri quadrati, suddivisi in tre lotti funzionali e 15 edifici, con il coinvolgimento di quattro imprese, oltre 75 operai e 15 tra ingegneri e architetti, oltre a più di dieci enti

Castelnuovo Avane – sopralluogo Giani gennaio 2026

Sanato 17 gennaio 2026 il presidente Eugenio Giani ha visitato il cantiere per lavori di rigenerazione dell’antico Borgo di Castelnuovo d’Avane, frazione del Comune di Cavriglia, scelto dalla Regione Toscana come progetto rappresentativo nel bando del Ministero della Cultura per la rigenerazione dei borghi.

Con il governatore anche l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni, il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, il sovrintendente Gabriele Nannetti e il professor Marco Casamonti. Per la prima volta la visita è stata aperta anche alla cittadinanza.

Il progetto, finanziato con 20 milioni di euro di fondi Pnrr, è stato selezionato tre anni fa tra 42 candidature e prevede interventi di ristrutturazione edilizia affiancati allo sviluppo di attività di valorizzazione e produzione culturale.

“La rinascita di Castelnuovo d’Avane è sempre più vicina – ha dichiarato Giani – e rappresenta un simbolo di rilancio per tutta la Toscana”, sottolineando il rispetto dei tempi e il valore collettivo dell’operazione.

Sulla dimensione culturale e identitaria dell’intervento ha insistito l’assessore Boni, che ha definito il progetto “un percorso umano, civile e culturale”, capace di trasformare la memoria storica in opportunità di futuro.

Emozione e soddisfazione anche nelle parole del sindaco Degl’Innocenti o Sanni, che ha evidenziato come il sopralluogo consenta alla comunità di constatare concretamente l’avanzamento verso la conclusione dei lavori e l’inaugurazione.

La rinascita di Castelnuovo d’Avane il borgo disabitato

Al momento dell’avvio del progetto, Castelnuovo d’Avane era da anni un borgo disabitato, segnato dallo spopolamento causato dallo sfruttamento delle miniere di lignite nella seconda metà del Novecento.

Dopo la chiusura delle miniere nel 1994, il paese – espropriato in precedenza da Enel – è tornato al Comune, restando luogo simbolo delle ferite storiche del territorio, dalle stragi medievali fino all’eccidio nazi-fascista del 4 luglio 1944.

L’intervento interessa una superficie complessiva di 5.050 metri quadrati, suddivisi in tre lotti funzionali e 15 edifici, con il coinvolgimento di quattro imprese, oltre 75 operai e 15 tra ingegneri e architetti, oltre a più di dieci enti.

La riqualificazione sarà ambientale ed energetica, con particolare attenzione all’accessibilità e alla cultura, nel rispetto dell’identità storica del borgo.

Prevista anche la collaborazione con Enel Produzione per la realizzazione di una nuova strada di collegamento dalla S.P. delle Miniere.

Castelnuovo Avane – sopralluogo Giani gennaio 2026
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