Firenze si mobilita al fianco del popolo iraniano: giovedì 22 gennaio alle ore 18 il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze ospita “Canti per l’Iran”.
Il movimento Donna Vita Libertà insieme alla Filharmonie – Orchestra Filarmonica di Firenze, diretta dal Maestro Nima Keshavarzi, iraniano e fiorentino d’adozione offriranno un concerto di solidarietà con ospiti speciali.
Il cuore dell’evento sarà una performance musicale affidata a Sahba Khalili Amiri (voce) e Marlene Fuochi (pianoforte), che interpreteranno musiche di Franz Schubert e Reza Vali, compositore iraniano di fama internazionale, che ha dedicato gran parte della sua vita alla raccolta e all’elaborazione dei canti popolari provenienti dalle diverse regioni, etnie e tradizioni dell’Iran.
Un mosaico di suoni e di memorie per raccontare la storia, il dolore, la bellezza e le profonde radici di una nazione antica e orgogliosa.
A introdurre la serata testimonianze dirette e interventi istituzionali da parte di Claudia Sereni, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura e Sindaca del Comune di Scandicci, Benedetta Albanese, Assessora a Educazione, Cultura della Memoria e della Legalità, Pari opportunità del Comune di Firenze, Rosa Maria Di Giorgi – Presidente Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, Nima Keshavarzi, Presidente e Direttore musicale de La Filharmonie.
L’evento è a ingresso libero da piazza delle Belle Arti 2, ma è consigliata la prenotazione online dal sito www.lafilharmonie.com

L’appello di Nima Keshavarzi
“Siamo al fianco del popolo iraniano. Al fianco delle donne e degli uomini che, a mani nude, continuano ad alzare la voce per reclamare libertà, dignità e diritti. La loro non è una protesta improvvisa né effimera: è una lotta che affonda le sue radici lontano nel tempo, una resistenza che dura da 47 anni”, afferma Keshavarzi.
Non possiamo permettere che l’oscurità e l’indifferenza diventino complici di questa violenza. Raccontare, condividere, denunciare non è solo un gesto di solidarietà, ma un dovere morale. Noi non dimentichiamo, non distogliamo lo sguardo e continuiamo a stare dalla parte delle vittime e degli oppressi
“Nelle ultime settimane – prosegue – il regime ha ancora una volta risposto con la brutalità. Una repressione spietata senza precedenti, condotta con armi da guerra contro manifestanti disarmati, ha spezzato vite, lasciato corpi feriti e occhi accecati, riempito carceri di giovani colpevoli solo di aver chiesto il futuro che spetta loro. Decine di migliaia di arresti, famiglie distrutte dal dolore e dalla paura, madri e padri minacciati perché il loro lutto non diventi testimonianza. Oggi, oltre alla violenza fisica, si tenta di imporre il silenzio. Il blackout delle telecomunicazioni, che dura ormai da più di dieci giorni, è un muro innalzato per isolare il popolo iraniano dal mondo, per cancellare le prove, per far credere che tutto sia finito.”
“Ma non è finito. La repressione continua, così come continuano le intimidazioni contro le famiglie delle vittime e contro chiunque osi ricordare e raccontare. Per questo è fondamentale accendere i fari della coscienza internazionale e tenerli accesi. Non possiamo permettere che l’oscurità e l’indifferenza diventino complici di questa violenza. Raccontare, condividere, denunciare non è solo un gesto di solidarietà, ma un dovere morale. Noi non dimentichiamo, non distogliamo lo sguardo e continuiamo a stare dalla parte delle vittime e degli oppressi”.
“Vorremmo che questa musica ci portasse dentro le loro vite, che parlasse dove le parole non arrivano. Un atto di ascolto e di presenza, perché anche attraverso l’arte si può resistere, ricordare e affermare la libertà”, conclude il Maestro.
