Gli esperimenti, le torture, le mutilazioni, che il medico nazista Joseg Mengele, membro delle famigerate SS, specializzato nella ricerca sui gemelli e sulla purezza della razza, compì all’interno dei campi di concentramento nazisti, sono talmente aberranti da essere impronunciabili. Sadico torturatore, angelo della morte, pazzo omicida: sono questi gli aggettivi che ne delineano il profilo. Un assassino che riuscì sempre a farla franca e che non passò mai un giorno in prigione, riparando, nel dopoguerra, prima in Argentina, poi in Brasile, infine in Paraguay dove visse fino alla fine dei suoi giorni.
La figura di Mengele è oggi al centro del nuovo film di Kirill Serebrennikov (Limonov, La moglie di Tchaikovsky), dal titolo La scomparsa di Josef Mengele, nelle sale italiane da giovedì 29 gennaio, che sarà presentato in anprima al cinema La Compagnia di Firenze sabato 24 gennaio, alle ore 19.00, alla presenza del regista, che incontrerà il pubblico alla fine del film, in un incontro moderato da Alessandra Tribotti e Rossella Catanese.
Il film non è la mera cronaca di un fuga, ma va ad indagare sulle pieghe oscure dell’animo umano; sulla vita intreriore di un uomo che ha rappresentato la quintessenza del Male; sui fantasmi, le paranoie, le ossessioni di un fuggugivo, che si è sentito per molti anni inseguito e braccato.
Il film è tratto dal romanzo dello scrittore Premio Renaudot, Olivier Guez. Una vera discesa agli inferi che Kirill Serebrennikov dirige magistralmente, grazie ad un’opera visivamente potente, che alterna il bianco e nero delle atmosfere noir ai colori vividi dei ricordi di onnipotenza del protagonista.
“Ciò che mi ha interessato fin da subito nell’idea di adattare il libro di Olivier Guez – ha dichiarato il regista – è la domanda: cosa diventano i criminali di guerra una volta che la guerra è finita? Esiste una giustizia divina? Queste persone vengono raggiunte dal loro passato? La questione del karma, del castigo e della giustizia mi ha sempre affascinato”.
L’evento è organizzato in collaborazione con Alessandra Tribotti, con il sostegno del Console Onorario della Repubblica Federale di Germania a Firenze, dell’Institut Français Firenze e del Deutsches Institut Florenz , e con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, grazie alla distribuzione di Europictures.