Firenze che sfida del nemico, che si arma di sarcasmo giocando una partita di Calcio storico quando alle sue porta bussa l’invasore. La “partita dell’assedio” del 17 febbraio 1530 è uno di quegli eventi che più di altri descrivono il carattere e lo spirito fiorentino e che ancora oggi viene celebrato.
Difendere la Repubblica, questo era lo scopo, contro l’avanzata dei Medici che rivendicavano la città. Papa Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici, per favorire la sua nobile famiglia, aveva stretto accordo con Carlo V allo scopo di riprendere in mano il potere. In cambio il pontefice avrebbe incoronato l’imperatore.
L’assedio e la difesa con Michelangelo
A ottobre nel 1529 iniziò l’assedio. Firenze si preparò alla difesa dalle truppe spagnole e, visto che non mancava di genio, ebbe come generale delle opere difensive addirittura Michelangelo, che progettò le fortificazioni e i bastioni.
La città stremata da povertà e malattie non perse mai il suo spirito, animata dalla voglia di libertà e indipendenza. Arrivò il Carnevale e come di consueto si giocava il Calcio Storico. Nonostante le difficoltà, la città scelse di onorare quella tradizione e di farlo nella maniera più pomposa possibile proprio per sbeffeggiare il nemico, come a dire: voi volete conquistarci e noi giochiamo, siamo più forti dei vostri cannoni.
Il luogo della partita fu piazza Santa Croce, il luogo più visibile alle truppe accampate sulle colline intorno Firenze. Per farsi sentire ancora meglio, sul tetto della chiesa un gruppo di musici suonò il più forte possibile, alzando il volume ogni qual volta arrivava una cannonata. Sulla sabbia si fronteggiaroro due squadre con i colori scelti per l’occasione: i bianchi, come l’ideale di libertà, e i verdi, la speranza nella vittoria. Oppure, altra lettura, come messaggio alle truppe nemiche: bianchi come lo stupore e verdi come la bile.
Il risultato della partita non venne mai registrato, poco importava. Sulla sabbia di Santa Croce, a dire il vero, non c’erano due squadre rivali, ma un’unica città unita contro il nemico.
La resistenza epica però non fermò l’avanzata dell’esercito. Firenze fu costretta a capitolare e a trattare la resa. Il 12 agosto 1530 l’esercito di Carlo V entrò a Firenze e i Medici riconquistano il potere, ponendo fine alla Repubblica.
Le celebrazioni
Martedì 17 febbraio 2026 torna dunque in piazza Santa Croce, la “partita dell’assedio”. Il Corteo della Repubblica Fiorentina partirà alle 13.45 dal Palagio di Parte Guelfa e arriverà alle 14 in piazza della Signoria con il Gonfalone della Città di Firenze. Alle 14.30 è previsto il saluto del Corteo in piazza Santa Maria Novella, per i 150 anni della Fratellanza Militare, con la consegna del Palio realizzato dagli studenti.
Alle 15.15 il Corteo sarà alla Basilica di Santa Croce per la cerimonia di benedizione. La partita avrà inizio alle 16.
L’evento organizzato dal Comune di Firenze, in collaborazione con l’Associazione 50 minuti, è ad ingresso libero. Sarà possibile lasciare un’offerta che verrà devoluta all’Associazione italiana Sindrome X Fragile, una sindrome che è la più comune causa ereditaria di disabilità intellettiva e la seconda causa genetica di autismo.