Camilla, Alice, Marla e Vanessa sono le Cleopatras, un concentrato di energia contagiosa, creatività punk e spirito libero, che da oltre 20 anni sventolano il vessillo del punk, surf e garage rock made in Tuscany.
Dai primi anni duemila hanno costruito un’identità musicale e femminista fortissima ispirate da band come Ramones, Blondie, The Cramps e Joan Jett.
Dopo dischi, Ep e aver suonato su palchi iconici come Azkena Rock Festival, Roots & Roses, Festival Beat, Rebellion, Fuzzville e This is Ska, tornano con un nuovo album in cui per la prima volta aprono il loro cuore.
“Heart Pieces” vede canzoni all’insegna della ribellione e della libertà che da sempre le contraddistinguono, ma anche una vena più introspettiva e malinconica.
Il disco anticipato dal singolo “Radical Kitchen” uscirà il 17 aprile per Blackcandy, mentre venerdì 27 febbraio le girls saranno all’Exfila di Firenze per presentare il disco in un concerto che avrà come ospiti speciali i Meganoidi e gli Animaux Formidable.

Ecco la nostra intervista a Camilla Lastrucci
Ciao Camilla! Le Cleopatras riescono sempre a fare album molto freschi, allegri, con un bel piglio, una bella energia, ma non rinunciate mai a parlare di quello che vi è più a cuore, i problemi della società legati all’indipendenza femminile
Sì, in generale nei nostri pezzi affrontiamo tematiche sociali e anche politiche che spesso riguardano la condizione della donna, gli stereotipi di genere, eccetera. Ma diciamo che in questo album sebbene ci siano brani sempre di critica sociale, ci sono anche pezzi un po’ più intimi dove parliamo di noi, delle nostre fragilità. Non a caso appunto il disco si intitola “Heart Pieces”, ovvero pezzi di cuore. Sono frammenti diversi, a volte più vulnerabili, altre più ruvidi, per esempio, ci sono canzoni come “Amore narcotico”, l’unico pezzo in italiano che abbiamo fatto in collaborazione con i Meganoidi, che parla di un amore tossico, di una dipendenza emotiva, di un bisogno di protezione. Oppure Deep night una ballata che parla delle nostre fragilità.
“Radical Kitchen” tratta una tematica a cui teniamo molto, ovvero la richiesta ossessiva alle donne della perfezione. Noi vogliamo rivendicare le nostre imperfezioni, noi siamo imperfette, non vogliamo essere perfette
Bellissimo anche il singolo “Radical Kitchen”
“Radical Kitchen” è un pezzo un po’ più nostro, un manifesto sia politico che personale. Tratta una tematica a cui teniamo molto, ovvero la richiesta ossessiva alle donne della perfezione. Noi vogliamo rivendicare le nostre imperfezioni, noi siamo imperfette, non vogliamo essere perfette. C’è anche un video in cui si vede noi che siamo in cucina, con un aspetto super trasandato, e questo essere trasandate diventa il simbolo del rifiuto della perfezione imposta. Alle donne viene richiesta la perfezione sempre di più rispetto agli uomini, l’uomo trasandato può essere anche figo, la donna no, specialmente magari a una certa età. Anche nel lavoro la donna deve essere sempre al top, perché, altrimenti viene valutata in maniera negativa. Noi Cleopatras sentiamo molto, questa cosa, individualmente, e comunque, in generale, lo notiamo.
Accennavi al pezzo con i Meganoidi che è molto particolare, perché credo sia la prima volta che sento cantare un uomo in una canzone delle Cleopatras, una bella collaborazione insieme a quella con il superduo degli Animaux Formidabile
Anche a noi fa stranissimo sentire una voce maschile. Tutto è nato perché, avendo un Booking comune abbiamo fatto molte date insieme e alla fine siamo diventati amici. Da lì è partita la voglia di suonare insieme, e anche, appunto, questo pezzo che abbiamo scritto noi, poi ci ha cantato sopra Davide il bassista dei Meganoidi e ha suonato la tromba Luca Guercio. Tra l’altro, è andata così anche con gli Animaux Formidable. Ci siamo conosciuti suonando insieme ed è nata subito una bella armonia. All’Exfila il 27 febbraio saranno presenti entrambe le band, faremo anche dei pezzi insieme, naturalmente.
Sono più di vent’anni che suonate insieme, ti saresti mai aspettata che le Cleopatras sarebbero state ancora oggi in giro per il mondo a suonare e divertirsi come delle matte?
Della formazione iniziale sono rimasta solo io, siamo nate nel ’98, quindi, in realtà sono molti più di vent’anni. Via via la formazione è cambiata per scelte di vita, però ormai è veramente tantissimo che suoniamo insieme. Non ci annoiamo mai perché ogni volta facciamo cose diverse e ogni volta è un’avventura perché la vita ci mette davanti a nuove problematiche, sia in senso positivo che negativo. Ci dobbiamo sempre arrabattare, dobbiamo cercare di volta in volta nuove soluzioni per andare avanti, per fare cose, è sempre tutto in movimento.
Ti posso chiedere, se vuoi rispondere, quali sono i problemi più grossi che dovete affrontare per conciliare un po’ tutto, vita, lavoro, musica?
Le influenze, nel senso proprio di febbre alta. Siamo sempre malate a turno (ride), questa è la problematica maggiore. Ogni volta che dobbiamo partire per un tour io vado subito in paranoia, perché regolarmente quando c’è una data, qualcuno si ammala. In più, poi mettici anche i figli, perché comunque, a parte la cantante, abbiamo tutte figli e quindi c’è anche questa problematica. Poi figurati, partiamo lo stesso, anche se c’è il figliolo malato, però si parte un altro cuore.
Grazie Camilla, all’Exfila sarà davvero una bellissima festa
Venite, ci divertiremo insieme! Giochiamo in casa, e poi anche se il disco uscirà il 17 aprile, all’Exfila ci sarà il CD in anteprima.
