La rivista Nuova Antologia nata a Firenze nel 1866 come ideale continuazione dell’«Antologia» del Vieusseux, celebra nel 2026 i suoi 160 anni di vita.
Si tratta di una pubblicazione che ha raccontato un secolo e mezzo di storia italiana, con l’ambizione di offrire ai suoi lettori spunti di approfondimento e riflessione su ogni aspetto della vita sociale e civile, dando voce alle nuove protagoniste della vita sociale: le donne. Un intento che segue passo dopo passo le vicende italiane e guida Nuova Antologia ancora oggi.
“Il primo numero della rivista, 160 anni fa, fu aperto con l’articolo di una donna – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Regione Cristina Manetti – e già questa era una cosa straordinaria, dato che le donne che scrivevano e si occupavano anche di tematiche femminili come l’emancipazione e ruolo della donna nella società allora non erano così comuni. Quindi si può riflettere oggi su quanto sia ancora di attualità questo tema e quanto ancora oggi tutti noi dobbiamo combattere per proseguire questo percorso di affermazione dei diritti delle donne. È un percorso di consapevolezza ed emancipazione che la Regione porta avanti da quattro anni con il progetto La Toscana delle donne, nato per proseguire questo cammino verso la parità di genere che certamente non si è ancora concluso”.
“Nuova Antologia è nata – spiega il professor Cosimo Ceccuti presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia – con l’obiettivo di affrontare in modo pacato, nel libero confronto delle idee, i più gravi problemi di unificazione del Paese. Fra questi l’emancipazione della donna, affrontata fin dal primo numero da una illustre patriota quale fu Cristina di Belgioioso. Non fu un caso isolato. In un epoca in cui una scrittrice che mettesse la propria firma su un periodico era considerata poco seria, perché tendeva a mettersi in mostra, furono decine nella sola seconda metà dell’800 le donne scrittrici che collaborarono a testa alta a Nuova Antologia, un nome per tutte, Grazia Deledda, donna, futuro Premio Nobel, isolana scontrosa della remota Sardegna, presente nelle pagine della rivista fin dal 1898.”
Le pagine di Nuova Antologia sono state un punto di riferimento della classe dirigente e della politica italiana, offrendo come scriveva il barone Bettino Ricasoli: “un confronto delle idee, un confronto pacifico, un confronto sereno fra gli intellettuali, fra le persone delle varie regioni d’Italia che possano affrontare i problemi di questo Stato che deve risolverli tutti: da quello del debito pubblico alla debolezza internazionale che lo affligge”