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La libertà di sbagliare: a Pisa i giovani toscani rompono il tabù della performance

Oltre 300 studenti alla Stazione Leopolda per l’evento di Giovanisì “Oltre i confini”. Tra sport e istituzioni, un confronto sulla salute mentale e il diritto alla fragilità contro il mito dell’invincibilità

Non è “bravo” solo chi si adegua, e non deve essere “rimproverato” chi sceglie una strada diversa. In un’epoca dominata dall’ansia da prestazione e dal peso delle aspettative, la Regione Toscana mette al centro del dibattito il diritto di essere fragili. Alla Stazione Leopolda di Pisa, la Task Force di Giovanisì ha riunito oltre trecento studenti delle scuole toscane per una giornata di formazione intitolata “Oltre i confini”, un momento di riflessione profonda su temi complessi come la salute mentale e il superamento del concetto di successo a tutti i costi. L’evento, condotto da Lorenzo Baglioni, ha visto alternarsi sul palco voci istituzionali, esperti e campioni dello sport, tutti uniti da un unico obiettivo: scardinare il mito dell’invincibilità che troppo spesso soffoca le nuove generazioni.

La mattinata è stata aperta dai saluti istituzionali di Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana e coordinatore di Giovanisì, e di Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio Regionale. Dika, ha sottolineato la necessità di questo confronto: “Affrontiamo un tema coraggioso, forse perfino inusuale nelle discussioni pubbliche, ma anche per questo più che mai necessario e utile per i giovani che ci chiedono di affrontarlo. Grazie a questo evento abbiamo la possibilità di riflettere su come liberarci dal concetto di successo e di perfomance, secondo le aspettative della società e talvolta anche della famiglia stessa. Noi diciamo di non vivere i sogni di qualcun altro, ma di scegliere quello che piace, seguendo le propria attitudine e la propria passione. Le opportunità sono tante – ha proseguito Dika -, con Giovanisì il progetto della Regione per l’autonomia dei giovani, ne proponiamo alcune. L’importante è scegliere consapevolmente sapendo che si può anche cambiare strada senza aver paura di un fallimento, che poi altro non è che una parte necessaria nel processo di apprendimento che caratterizza la vita delle ragazze e dei ragazzi”.

Mazzeo ha ricordato come la Regione stia già portando avanti iniziative concrete in questo senso, dalla legge sullo psicologo di base alla sperimentazione attuale, e ha sollevato preoccupazioni sul futuro dei fondi europei: “Esperienze come Giovanisì trasformano le risorse in opportunità reali per i giovani e i territori. La centralizzazione dei fondi rischia di penalizzare questi modelli”.

La giornata si è articolata in una serie di talk e workshop condotti da educatori, formatori e psicologi, e ha avuto momenti particolarmente concreti grazie alla partecipazione di due atleti di livello internazionale. Martina Trevisan, tennista e semifinalista al Roland Garros, ha raccontato ai ragazzi come nel suo sport la gestione delle emozioni sia fondamentale, sia in campo sia fuori. “Il tennis è uno sport dove la paura e l’ansia si amplificano sul campo – ha spiegato –. Saperle gestire fuori dal campo prepara ad affrontare meglio la competizione. Lo psicologo e il mental coach sono stati importanti nel mio percorso. Spero di lasciare un messaggio di speranza e dedizione: ascoltare le proprie emozioni, chiedere aiuto quando necessario e affrontare le difficoltà come parte della crescita personale”.

Anche Eric Fantazzini, atleta della nazionale di bob e olimpionico a Milano Cortina 2026, ha condiviso la propria esperienza con gli studenti, parlando della gestione dell’ansia nello sport ad alta velocità. “L’ansia è una parte naturale del percorso di uno sportivo – ha detto –. L’obiettivo è trasformarla in una carica positiva. Ho raccontato ai ragazzi la mia storia, come ho imparato dagli errori e come questi mi abbiano aiutato a migliorare. Il messaggio è: provare sempre, non fermarsi alle prime difficoltà”.

A guidare i ragazzi durante la giornata è stato Lorenzo Baglioni, cantante e autore, che ha raccontato quanto la discussione sulla salute mentale sia cambiata negli anni e ha toccato un altro tema della giornata quello della sostenibilità ambientale. “Quando ero piccolo era un vero tabù – ha ricordato –. Ora le istituzioni ne parlano in modo diretto. Ai ragazzi consiglio di ascoltare, informarsi e confrontarsi. Se emergono difficoltà, appoggiarsi a qualcuno di competente è il modo migliore per ritrovare il benessere. La salute mentale riguarda tutti e si lega anche al benessere del nostro pianeta: non possiamo stare bene se non sta bene la nostra casa, ovvero la Terra”.

Sofia Canovaro, della Task Force di Giovanisì, ha spiegato come l’iniziativa rappresenti anche un’opportunità per creare relazioni e confronto tra studenti: “Spesso i ragazzi non sentono di poter parlare delle proprie difficoltà. La Task Force è una seconda famiglia, un luogo dove confrontarsi, conoscere altri ragazzi con esperienze simili, condividere idee e trovare soluzioni. Progetti come questo dimostrano che i ragazzi sono al centro dell’attenzione delle istituzioni”.

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