Nuova Casa di comunità a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. Aperta sempre, sette giorni su sette, è distribuita su due piani. Pilastro della nuova assistenza territoriale, è il presidio dove poter parlare con il proprio medico, per le piccole medicazioni e i trattamenti che può fare l’infermiere di comunità, per visite specialistiche o consulti da remoto con la telemedicina, per prelievi del sangue e la diagnostica di base, ma anche per sbrigare adempimenti burocratici ed altri bisogni socio-sanitari.
Presente al taglio del nastro, il presidente della Regione Eugenio Giani: “Con le case di comunità – ha detto – potenziamo i servizi sul territorio: garantiamo una sanità di prossimità che offra risposte ai bisogni di salute delle persone più vicino a dove uno vive, ovunque viva. I primi a trarne vantaggio saranno anziani e malati cronici”. “La Toscana – prosegue Giani – non partiva da zero: le nostre case della salute sono state l’esempio su cui è stato costruito il modello nazionale. Ora con le case di comunità facciamo un ulteriore passo in avanti”.
Grazie ai fondi Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, ne saranno aperte almeno settanta in tutta la regione. Tra queste anche la struttura di San Giovanni Valdarno dove sono stati investiti oltre un milione e 704 mila euro. Le altre 89 case di comunità saranno attivate invece contando su altre fonti di finanziamento.
I servizi della nuova Casa di comunità
Dal 20 maggio, all’interno della Casa di comunità di San Giovanni Valdarno sono attivi i servizi di prenotazione di esami e visite, il centro prelievi, l’ambulatorio infermieristico, gli ambulatori dei medici di medicina generale e la guardia medica, l’infermiere di famiglia e comunità e l’assistenza domiciliare di base.
Gradualmente, la casa di comunità ospiterà anche alcuni ambulatori specialistici di cardiologia, pneumologia, neurologia, diabetologia e geriatria, con prestazioni erogate da professionisti dell’ospedale di Santa Maria alla Gruccia di Montevarchi o da specialisti del territorio, anche attraverso gli strumenti di telemedicina (televisita.
Nella sede del distretto rimarranno i servizi di salute mentale, assistenza sociale e alcune attività specialistiche, come l’oculistica e la pediatria di libera scelta.