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Giovani e disagio mentale, ricoveri psichiatrici quasi raddoppiati in dieci anni

I dati dell’Ordine dei medici e di Ars Toscana: quasi un adolescente su cinque ha fatto gesti di autolesionismo. Tra i problemi più frequenti ci sono ansia, disturbi alimentari e depressione

disagio giovani - © Ufficio stampa Unione Valdera

In Toscana, in dieci anni, i ricoveri psichiatrici tra i bambini e adolescenti sono quasi raddoppiati e si registra una crescita marcata del disagio psicologico, soprattutto tra le ragazze. È la fotografia severa emersa durante il convegno “Salute mentale negli adolescenti: dal territorio all’ospedale, ruolo dei Medici di medicina generale e pediatri”, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze.

I dati sono stati presentati dall’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana che analizza i servizi ospedalieri per disturbi psichiatrici nella fascia 0-19 anni e mostra come siano aumentati costantemente dopo la pandemia. Nel 2025 il tasso dei minori con almeno un ricovero per cause psichiatriche ha raggiunto 73,4 ogni 10mila abitanti, contro i 37,5 del 2016.[/mark[ Tra i maschi il dato è salito fino a 92,8 ricoveri ogni 10mila abitanti, mentre tra le femmine ha raggiunto quota 52,9.

Autolesionismo, ansia, disturbi alimentari e depressione

In crescita anche gli accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici: da 43,8 accessi ogni 10mila abitanti nel 2016 a 50,9 nel 2025, il dato più elevato degli ultimi dieci anni. Il fenomeno colpisce soprattutto le ragazze, che registrano 58,7 accessi ogni 10mila abitanti contro 43,7 dei coetanei maschi.

Preoccupante anche il fenomeno dell’autolesionismo: il 18,8% delle ragazze e il 7,2% dei ragazzi intervistati dichiara di essersi provocato volontariamente atti autolesivi almeno una volta nella vita.

Guardando poi ai risultati del questionario promosso dalla Commissione salute mentale in adolescenza dell’Ordine  rivolto a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, su 95 professionisti coinvolti, [mark]85 hanno dichiarato di aver seguito negli ultimi cinque anni adolescenti con sintomi riconducibili al disagio mentale. Ansia, disturbi alimentari, depressione e autolesionismo risultano tra i problemi più frequentemente riscontrati. Il 62% dei medici ritiene che l’accesso ai servizi specialistici di salute mentale sia difficile o solo parzialmente agevole.

“Dai dati emerge con chiarezza una crescita del disagio psicologico e della richiesta di aiuto da parte degli adolescenti – ha spiegato Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di Epidemiologia dell’Agenzia Regionale di Sanità e autore del questionario –. Parallelamente medici e pediatri evidenziano la necessità di rafforzare la rete territoriale, migliorare i percorsi di accesso ai servizi e investire maggiormente nella formazione specifica sulla salute mentale in adolescenza”.

“Non possiamo più considerare il disagio mentale degli adolescenti come un fenomeno marginale o temporaneo – ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Pietro Dattolo –. I numeri raccontano una sofferenza diffusa che coinvolge famiglie, scuola, territorio e sistema sanitario. Serve una presa in carico più tempestiva e integrata, ma anche un investimento serio sulla prevenzione e sul supporto ai medici di famiglia e ai pediatri, che sono spesso il primo presidio a intercettare questi segnali”. “L’Ordine, proprio per sottolineare l’importanza di questi temi – ha concluso Roberto Leonetti, coordinatore Commissione Salute Mentale in Adolescenza dell’Ordine – ha costituito una commissione ad hoc sulla salute mentale in adolescenza per lavorare in un’ ottica integrata ed interdisciplinare”.

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