Domenica 7 maggio la Regione Toscana nella sede di Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, ha celebrato il 56° anniversario del primo voto che il 7 e l’8 giugno 1970 portò all’elezione dei Consigli regionali della Toscana e delle altre quattordici Regioni a Statuto ordinario.
Nel corso della cerimonia il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato il crescente ruolo delle istituzioni regionali nel rapporto con i cittadini. “Pur in un assetto che si va ancora conformando, il ruolo della Regione è sentito sempre di più tra i cittadini”, ha affermato.
Tra gli ambiti nei quali il contributo delle Regioni risulta particolarmente significativo, Giani ha indicato la sanità e la gestione dei fondi europei. “Senza le Regioni, oggi non avremmo Nidi Gratis e Libri Gratis, non avremo opere come la tramvia”, ha sottolineato, richiamando l’importanza delle risorse comunitarie e ribadendo la necessità di mantenere un ruolo centrale delle Regioni nella futura programmazione europea 2028-2034. Un tema che, secondo il presidente, sarà al centro del confronto istituzionale nei prossimi mesi, anche alla luce dei tentativi di “un accentramento della gestione da parte dello Stato e una riduzione della loro entità”.
L’edizione 2026 delle celebrazioni è stata dedicata a Piero Calamandrei, tra i padri della Repubblica e tra i principali sostenitori del regionalismo nella Costituzione italiana, nel settantesimo anniversario della sua scomparsa.
“La sua idea equilibrata di Repubblica regionalista che riuscì a far affermare nella Costituzione è stata la scelta giusta”, ha osservato Giani, collegando il ricordo dello statista alle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica e del primo voto delle donne.
La giornata si è conclusa in Piazza Duomo con il concerto della Fanfara dei Carabinieri ed è stata arricchita dalle lectio magistralis di Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli, e di Paolo Caretti, professore emerito di Diritto costituzionale dell’Università di Firenze.
Entrambi i relatori hanno ripercorso il complesso iter che portò alla nascita delle Regioni, realizzata soltanto ventidue anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, evidenziando come il processo di piena attuazione del regionalismo sia ancora aperto.
Spini ha ricordato l’eccezionale partecipazione popolare alle elezioni del giugno 1970, con un’affluenza del 95,8%, definendola “segno del grande consenso che le neonata istituzione registrava nel corpo elettorale”.
Caretti ha invece auspicato che prosegua l’impegno delle Regioni affinché “la trasformazione dello Stato in Stato regionale, come previsto dall’articolo 5 della Costituzione, diventi effettiva”.
