Città e borghi della Toscana ospitano spesso iniziative, eventi e spettacoli, soprattutto d’estate e nelle ore serali. Si tratta di dinamiche che rispondono a una domanda crescente di socialità, che contribuiscono alla vitalità dei territori e sostengono importanti comparti economici. L’intensificarsi la sera delle attività può però determinare potenziali criticità legate all’impatto acustico, soprattutto in contesti urbani più densamente abitati.
“Per questo – afferma l’assessore all’ambiente della Toscana, David Barontini – la Regione ha scelto di mettere a disposizione delle amministrazioni comunali un quadro di linee guida e strumenti operativi, con l’obiettivo di accompagnare i territori nella gestione di questi fenomeni in modo equilibrato ed efficace”.
Le linee guida saranno prossimamente sottoposte all’esame della giunta. Il percorso è stato avviato con un seminario promosso insieme ad Anci Toscana, l’associazione dei Comuni, che si è svolto a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione, il 16 giugno.
“Si tratta – precisa l’assessore – di un’iniziativa che non introduce vincoli o limitazioni, ma che intende sostenere i Comuni nella definizione di strategie condivise, capaci di coniugare socialità, attrattività e qualità degli spazi urbani. L’obiettivo è gestire il fenomeno, non comprimerlo”.
Tra le indicazioni proposte c’è la pianificazione di spazi urbani dedicati, con la possibilità di individuare aree a maggiore vocazione aggregativa, in grado di accogliere le attività e distribuire in modo più equilibrato le presenze sul territorio. In questa prospettiva di aiuto possono essere incentivi e adeguati servizi di accessibilità e mobilità, dai parcheggi al trasporto pubblico locale
Particolare rilievo è attribuito ad azioni di informazione e responsabilizzazione, rivolte ad operatori e frequentatori, nonché occasioni di confronto tra organizzatori, esercenti e residenti delle comunità locali. L’adozione infatti di buone pratiche organizzative condivise tra amministrazioni, associazioni di categoria ed esercenti, per una gestione ordinata e consapevole delle attività, può essere di supporto. Tra queste c’è anche il presidio e accompagnamento dei flussi, utili a garantire condizioni adeguate di fruizione degli spazi pubblici, come l’uso di steward.
Tra le strategie possibili e suggerite da mettere in campo c’è anche la mitigazione del rumore, incentivando soluzioni e tecniche innovative, assieme a modifiche all’arredo urbano per incidere sui comportamenti collettivi negli spazi più sensibili ed evitare, banalmente, che la gente stazioni sotto le finestre dei residenti.
A volte chi fa rumore non ha contezza di farlo. La tecnologia in questo caso può essere di supporto e dare un contributo rilevante. Grazie a sensori Iot a basso costo e reti wifi, si è detto stamani, è facile infatti oggi realizzare sistemi di monitoraggio intelligenti, interrogabili anche da remoto, capaci di rilevare in tempo reale i livelli di rumore presenti in una specifica area con alert che si generano in maniera automatica. Li può attrezzare un’amministrazione comunale, creando facilmente una rete sul territorio, oppure li può predisporre, internamente, l’esercente, offrendo alle une e agli altri strumenti di gestione più efficaci e trasparenti.
Gli stessi sensori, spostabili da un luogo ad un altro senza troppa difficoltà, possono essere collegati a pannelli video e semafori mobili per far ‘vedere’ il rumore prodotto a chi frequenta alcune zone della città, richiamando le persone a ridurre spontaneamente i decibel prodotti.
Nuove frontiere si aprono anche grazie ad innovativi materiali fonoassorbenti. Con pannelli trasparenti, traforati ed aperti, da applicare in contesti aperti o alle finestre dei locali, si può far filtrare l’aria ma bloccare il rumore, coniugando funzionalità e qualità degli spazi.
“Quello delle attività serali – conclude Barontini – è un ambito che richiede capacità di governo, visione e collaborazione istituzionale. La Regione intende svolgere un ruolo di supporto e indirizzo, valorizzando le esperienze già presenti e promuovendo modelli sostenibili e replicabili”.
“La gestione del rumore generato dalla movida richiede risposte fondate sulla conoscenza, sulla prevenzione e sulla collaborazione tra istituzioni. La sfida è costruire città aperte, vivibili e attrattive, capaci di coniugare socialità, qualità dello spazio pubblico e benessere delle comunità” evidenzia Paola Galgani, vicesindaca di Firenze e referente di Anci Toscana per le politiche ambientali. “Le linee guida regionali – aggiunge – rappresentano uno strumento prezioso per supportare i Comuni nell’adozione di strategie condivise e di interventi efficaci. Al tempo stesso è fondamentale il confronto con le amministrazioni che hanno già avviato progettualità ed esperienze concrete sul tema: la condivisione delle buone pratiche offre indicazioni utili per affrontare una questione sempre più rilevante per i territori”.