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Firenze, finale del Calcio storico: gli Azzurri vincono sui Rossi per una sola caccia

Giornata di celebrazioni per il santo patrono, San Giovanni Battista. Consegnati i Fiorini d’Oro a personalità che hanno dato lustro alla città: dall’agente di Polizia che salvò vite dopo l’attentato di via dei Georgofili a Ferruccio Ferragamo. Riconoscimento alla memoria per Bianca Bianchi, madre costituente

Calcio storico

Gli Azzurri di Santa Croce vincono, per una sola caccia, la finale del Calcio storico contro i Rossi di Santa Maria Novella: punteggio finale 19 a 18. Nel pomeriggio del 24 giugno, nel giorno dedicato alle celebrazioni per il santo patrono di Firenze, San Giovanni Battista, sul sabbione di Santa Croce si accende una gara molto combattuta ed equilibrata fino all’ultimo minuto.

Il grande caldo ha penalizzato i calcianti, ma lo spettacolo è stato entusiasmate. Sugli spalti centinaia di fiorentini e turisti hanno assistito a uno spettacolo, scandito prima dalla ritualità delle celebrazioni. Il tennista Fabio Cobolli, che in questo periodo si sta preparando per Wimbledon, è stato il Magnifico Messere. Accanto a lui, la Leggiadra Madonna era Jennifer Boldini, pallavolista che quest’ano giocherò ne Il Bisonte, in serie A1.

Gli Azzurri hanno avuto un margine di vantaggio di massimo tre cacce, i Rossi di una caccia. Ci sono stati più momenti di parità, all’inizio uno di 6-6, ma quello più significativo è stato il 16-16 fino alla vittoria con il 19 a 18, poi il quartiere di Santa Croce si è acceso dei sui colori: l’Azzurro.

Consegnati i Fiorini d’Oro

La giornata di celebrazione si è aperta la mattina con il tradizionale corteo e il conferimento dei Fiorini d’Oro, la massima onorificenza del Comune di Firenze a personalità che col loro impegno hanno contribuito a dar prestigio alla città.

Fiorini d’Oro 2026

Il Fiorino d’oro è andato a Giuseppe Balasso, già in servizio alla questura di Firenze, “per il coraggio dimostrato nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, quando, giunto tra i primi a bordo di una volante in via dei Georgofili dopo l’attentato mafioso, salvò un’intera famiglia e la fidanzata di Dario Capolicchio”, “Firenze ringrazia un eroe che, poco più che ventenne, incarnò i più alti valori del coraggio, della generosità e dello spirito di servizio”.

Riconoscimento alla memoria per Bianca Bianchi (1914-2000), una delle 21 Madri Costituenti della Repubblica, “di profonda cultura socialista e antifascista, staffetta partigiana nella Resistenza, ha contribuito a rinnovare le leggi, la scuola e il costume del Paese”.

Fiorino d’Oro al professor Luca Bindi, docente di Mineralogia e Cristallografia dell’Università di Firenze e “scienziato curioso e appassionato, che guidando una spedizione in Kamchatka, ha dimostrato l’esistenza dei quasicristalli in natura”. Il professor Michele Ciliberto, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, emerito della Scuola Normale e socio dei Lincei, è stato premiato per aver “offerto una rilettura critica e documentata di Umanesimo e Rinascimento”.

A Ferruccio Ferragamo, il Fiorino d’Oro “per l’impegno, la visione e la passione con cui ha guidato Polimoda, durante gli anni della sua presidenza” e “col suo lavoro ha contribuito in modo significativo a rafforzare il ruolo di Firenze come capitale internazionale della moda”. All’Associazione “La stanza accanto”, nata nel 2009 sotto la guida spirituale di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, che “ha donato a Firenze un alto esempio di umanità, dimostrando come, anche dal dolore più profondo, la condivisione e la forza dell’amore possano accendere una luce di speranza”. Premiato il Gruppo Menarini “che grazie all’impegno di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti ha saputo crescere e innovarsi mantenendo salde le proprie radici fiorentine, proseguendo l’opera del padre Alberto Sergio, artefice della trasformazione di una piccola azienda italiana in una multinazionale grazie a una straordinaria visione imprenditoriale, determinazione e coraggio. Eccellenza farmaceutica”.

Assegnato, ma non ancora consegnato, il Fiorino d’Oro anche al cardinale Ernest Simoni, albanese, che fu perseguitato per decenni, anche con lunghi periodi di detenzione in carcere,  durante la dittatura comunista di Enver Hoxha che non ammetteva religioni.

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