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Storie /Le mascotte della comunità

Storie a quattro zampe: le statue che raccontano l’amore (eterno) per gli animali

Cani pendolari e gatti amici dei pescatori: un itinerario in Toscana alla ricerca dei monumenti nati da lealtà e profonda amicizia

Quando si pensa alle storie di amicizia e lealtà tra uomini e animali, il pensiero va subito a Hachiko, l’Akita Inu diventato celebre, prima in Giappone e poi a livello internazionale, per la sua grande fedeltà nei confronti del padrone. Dopo la morte improvvisa di quest’ultimo, il cane si recò ogni giorno, per quasi dieci anni, ad attenderlo, invano, alla stazione di Shibuya, dove l’uomo partiva e arrivava quotidianamente in treno. Oggi, nei pressi della stazione a Tokyo, una statua in bronzo ritrae l’amico a quattro zampe per ricordare il suo amore e il suo affetto incondizionato.

Anche in Italia c’è un caso simile a quello di Hachiko, per l’esattezza a Borgo San Lorenzo. Nel cuore del Mugello, infatti, ha vissuto Fido: trovato ferito da un operaio nel 1941, questo cane attese ogni sera il ritorno del suo padrone alla fermata dell’autobus, continuando a farlo per quattordici lunghi anni anche dopo la tragica scomparsa dell’uomo sotto un bombardamento nel 1943. Oggi la sua storia è resa eterna grazie a una statua in Piazza Dante.

La statua di Kyra a Livorno – © Pagina Facebook Consiglio di Zona 5 Livorno

Se ci spostiamo lungo la costa, c’è poi la statua di Lampo, il cane pendolare della stazione di Campiglia Marittima. Negli anni Cinquanta questo meticcio imparò da solo a muoversi sui treni di linea, memorizzando gli orari e viaggiando per tutta la regione prima di fare regolarmente ritorno a casa la sera.

Al Parco Pertini di Livorno si trova il monumento a Snoopy, vittima di un triste fatto di cronaca e oggi simbolo della tutela degli animali e della condanna di ogni maltrattamento. Poco distante, nei pressi della Terrazza Mascagni, la statua della cagnolina Kyra celebra invece l’affetto popolare verso un’altra presenza amata e indimenticabile della vita cittadina.
La canina, infatti, con il padrone Mario Bartoli veniva coinvolta in progetti di pet therapy; è stata un cane soccorritore ed ha partecipato ad una serie di operazioni di protezione civile, oltre ad essere stata protagonista di centinaia di iniziative di solidarietà.

Anche i felini hanno saputo conquistare angoli di paesi e città. A Villa Bardini a Firenze vive il ricordo di Lula, la gattina che per anni ha fatto da “padrona di casa” accogliendo visitatori e turisti, grazie alla scultura firmata dall’artista Elisa Pezzino.

Sul molo di Viareggio si trova invece la statua di Ettore, il gatto dei pescatori. Abbandonato da cucciolo sugli scogli, Ettore è cresciuto diventando la mascotte del porto e attendendo ogni giorno il rientro delle imbarcazioni per ricevere la sua razione di cibo e coccole.

La statua dedicata al gatto Ettore a Viareggio – © www.ettoreilgattodeipescatori.com

Infine, c’è un monumento che omaggia il lavoro di squadra tra uomo e animale. A San Miniato una scultura in bronzo ricorda il tartufaio Arturo Gallerini, detto “Bego”, e il suo inseparabile bracco “Parigi“. Insieme, nel 1954, scovarono tra le colline sanminiatesi un tartufo bianco da record mondiale di oltre due chili e mezzo (regalato poi al presidente USA Eisenhower). La loro statua non celebra solo quell’impresa, ma immortalaci l’intesa perfetta di una coppia che ha fatto la storia del territorio.

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