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Maltempo in Toscana, Giani: “Ricognizione dei danni per dichiarare lo stato di emergenza regionale”

Tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto la perturbazione con forti raffiche di vento ha causato danni a macchia di leopardo in particolare le province di Massa Carrara, Pistoia, Lucca, Prato, Firenze, Pisa e Livorno

Maltempo in Toscana il 20 e 21 agosto 2026

È in corso la ricognizione dei danni causati dall’ultima ondata di maltempo che ha colpito tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto la Toscana, al fine, come ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, di dichiarare lo stato di emergenza regionale, contestualmente alla Giunta di lunedì prossimo.

La perturbazione, durata venti ore, con raffiche di vento fino a 110 km orari e 21mila fulmini ha colpito in particolare le province di Massa Carrara, Pistoia, Lucca, Prato, Firenze, Pisa e Livorno.

Maltempo in Toscana il 20 agosto 2026 – © vigili del fuoco

Danni a macchia di leopardo sul territorio

La ricognizione dei danni sarà un lavoro complesso perché, come ha spiegato il presidente Giani, “i danni rilevanti, più che da problemi di ordine idrogeologico, sono stati causati da raffiche di vento, trombe d’aria e fenomeni simili. Questo fa sì che vi siano Comuni fortemente danneggiati e invece Comuni appena confinanti che non hanno avuto problemi. Una situazione che crea una mappa frammentata dei territori danneggiati, che si può definire a macchia di leopardo. Questo comporta un lavoro di ampia e puntuale ricognizione dei danni che stiamo portando avanti con la Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile, per cui i Comuni fino a giovedì possono inviare la documentazione necessaria. Arriveremo probabilmente alla dichiarazione dello stato di emergenza di livello regionale, subito dopo aver completato un quadro oggettivo dei danni con sopralluoghi e documentazione”.

“Non sarà dunque uno stato di emergenza per territori omogenei come siamo abituati a vedere sovente – ha concluso Giani – ma marcatamente a macchia di leopardo, per individuazione di singoli Comuni dove i fenomeni si sono concentrati con maggiore violenza creando danni a beni pubblici e privati”.

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