Giovedì 1° ottobre è stata firmata a Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione Toscana, la convenzione con i volontari della Colonna Mobile Toscana della Protezione civile regionale: sono 420mila euro l’anno per i prossimi tre anni, per un totale di 1,260 milioni.
A siglarla insieme al presidente Eugenio Giani, i rappresentanti di 16 associazioni sul territorio, due in più rispetto al triennio precedente che sono Anai e Sast.
Le 16 associazioni aderenti alla convenzione 2026-2028 sono: Anc coordinamento Secov Toscana, Anpana, Anpas, Anai, Croce Rossa Italiana, Emergens, Federazione regionale delle Misericordie, Fircb, Fondazione Cisom, Gruppo chirurgia d’urgenza, Gruppo comunale volontari protezione civile di Castelnuovo di Garfagnana, La Racchetta, Prociv Arci, Sast, Swrtt e Vab.
“Nel sistema di Protezione civile della Toscana, che si conferma di grande eccellenza in tutte le situazioni più difficili, l’integrazione con il volontariato è un tratto distintivo – ha spiegato il governatore – Questo contributo di 420 mila euro all’anno per tre anni, per 16 associazioni di grande presenza sul territorio regionale, va proprio a valorizzare tutto questo, in modo da favorire la programmazione e gli investimenti sui mezzi e su tutto ciò che serve a mantenere l’efficienza e l’operatività, garantendo una presenza così importante per i cittadini toscani”.
Per il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika “questa nuova convenzione è fondamentale per la programmazione delle attività e per far crescere ancora il nostro sistema di Protezione civile, a fronte del dono che migliaia di volontari ci fanno ogni giorno, quello del loro tempo”.
Giovanni Massini, direttore della Protezione civile regionale ha ricordato che “la Toscana è una terra generosa, per cui le associazioni di volontariato hanno fatto la storia anche per il sistema nazionale di protezione civile”, tuttavia per assicurare i numeri che la Toscana ha sempre garantito, “sarà necessario facilitare il ricambio generazionale, perché un po’ il numero di giovani rispetto al passato è calato”.