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Lucio Corsi torna con “Napoleone Buonanotte”: “Il mondo va cambiato con l’immaginazione”

È uscito oggi il nuovo singolo del cantautore toscano che anticipa l’album: la sua prossima tournée farà tappa il 27 novembre al Mandela Forum di Firenze

Lucio Corsi e il suo nuovo singolo “Napoleone Buonanotte” - © Lucio Corsi Pagina FB

Si intitola “Napoleone Buonanotte” il nuovo singolo di Lucio Corsi uscito oggi: un brano che segna il ritorno discografico del cantautore toscano dopo il successo di “Volevo essere un duro”, tra Sanremo ed Eurovision, e che apre la strada a un nuovo album, per il quale l’artista si prenderà tutto il tempo necessario.

Il pezzo, presentato in anteprima dal vivo nei giorni scorsi a Milano, ha per protagonista un “Napoleone decadente e glam rock”, ed è nato nel nuovo studio di registrazione che Corsi e la sua band hanno preso in affitto a maggio: un vecchio studio jazz degli anni Settanta, frequentato in passato da musicisti del calibro di Chet Baker e Dizzy Gillespie. Un luogo diventato il loro “covo” creativo, sistemato anche con lavori di falegnameria e costruzioni artigianali.

“Mi prenderò il tempo necessario per avere un disco intero del quale essere soddisfatto, senza dover per forza farsi vedere ad ogni modo” ha raccontato il cantautore maremmano. Tra i brani già pronti c’è anche “Figurati un po’”, che Corsi propone dal vivo ma deve ancora registrare. Per il momento, invece, non sembra esserci spazio per un ritorno a Sanremo: “Servono una canzone giusta e un momento adatto per il festival. Va fatto con criterio, altrimenti meglio non farlo”.

Il concerto il 27 novembre a Firenze

Intanto però il pubblico toscano avrà presto l’occasione di ritrovare Lucio Corsi sul palco. Il 27 novembre il cantautore sarà al Mandela Forum di Firenze, una delle tre tappe nei palazzetti previste per la tournée autunnale, che proseguirà il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e l’11 dicembre all’Unipol Forum di Milano.

Prima dei grandi appuntamenti, Corsi ha scelto anche di organizzare una serie di prove aperte in piccoli locali, nel segno di quel rapporto con la musica dal vivo che lo accompagna fin dagli esordi. “I bar sono il luogo dove lavora il 90% dei musicisti, e vanno onorati tanto quanto un palasport” ha spiegato. Un modo per arrivare preparati ai concerti più grandi senza perdere il legame con le dimensioni più raccolte in cui è cresciuto artisticamente.

La rivoluzione è nella musica

Sono stati proprio i tanti tour “sgangherati” ad avergli insegnato a riconoscere ciò che conta davvero: le canzoni e la libertà di essere se stessi sul palco. Una filosofia che è al centro di tutto il suo percorso artistico.

La rivoluzione infatti, per Corsi, sta proprio nella musica. “Nelle canzoni, secondo me – spiega Corsi – è bene guardare fuori dalla finestra e reinventarsi il mondo, è fondamentale riscriverlo, ribaltarlo, quando nelle canzoni viene descritto quello che vedi fuori dalla finestra è uno spreco di carta, di dischi e di spazi nei computer e nelle orecchie. Il mondo va cambiato quando lo canti, con l’immaginazione: abituandoti a usarla incontri delle cose diverse da te, fai l’abitudine ad avere un rapporto con queste cose e non ne hai più timore”.

“È il non uso dell’immaginazione – riflette il cantautore – che porta a grandi casini e a grandi problemi: penso che tante delle persone che gestiscono il mondo abbiano una forte difficoltà a usare l’immaginazione, altrimenti non avrebbero così tante paure”. Mentre “i ragazzi in piazza, che lottano pacificamente per il loro futuro, sono già musica per gli occhi”.

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