Una tecnica endoscopica non invasiva, per via nasale, ha consentito l’aspertazione di un tumore benigno cerebrale su un bambino di appena 5 anni affetto da craniofaringioma. L’intervento, non ha comportato né cicatrici né gonfiore post-chirurgico.
Il piccolo paziente, si spiega in una nota, era seguito dall’età di due anni e mezzo dall’equipe del dottor Lorenzo Genitori, primario della Uoc di Neurochirurgia e direttore del dipartimento Testa-Collo dell’Aou Meyer Irccs.
L’intervento
Il craniofaringioma è un tumore benigno caratterizzato da un alto tasso di recidiva se non asportato in maniera completa. I medici hanno valutato il problema con attenzione: l’asportazione di questi tumori nei bambini più piccoli può portare infatti a delle gravi turbe metaboliche.
Il bambino è stato sottoposto a un primo intervento mini-invasivo per il posizionamento di un catetere all’interno della parte cistica del tumore. Purtroppo dopo un anno, i controlli di routine avevano mostrato una crescita della componente solida del tumore con lo sviluppo di una nuova parte cistica. Si rendeva così necessario un secondo intervento mini-invasivo endoscopico trans-cerebrale di perforazione della parete cistica. Ciò ha permesso di portare avanti il bambino nella sua crescita e sviluppo neurometabolico.
Ai controlli di follow-up nei mesi successivi però la componente cistica risultava ulteriormente aumentata, bisognava pertanto decidere come intervenire sul piccolo, che nel frattempo era cresciuto. “La decisione è stata quella di rimuovere il craniofaringioma”, spiega il dottor Mirko Scagnet, responsabile della Sos di chirurgia endoscopica del basicranio.
L’intervento, altamente complesso e ad elevata componente tecnologica, è stato reso possibile da un’equipe di neurochirurghi, otorinolaringoiatri e personale infermieristico. L’intervento è stato eseguito con successo ed il bambino ha potuto lasciare l’ospedale nei giorni successivi. Ora sta bene e ha ripreso tutte le sue abitudini ed attività quotidiane.