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A Colle Val d’Elsa i ragazzi con fragilità emotive e psicologiche diventano guide nei musei civici

Il progetto del Comune e del Centro di salute mentale sarà operativo nel Museo del Cristallo, nel Museo Archeologico Bandinelli e nel Museo San Pietro

Museo del cristallo di Colle di Val d’Elsa

A Colle Val d’Elsa i ragazzi e gli adulti con fragilità emotive e psicologiche, seguiti dal Centro di salute mentale, diventano guide dei musei civici comunali, accogliendo i visitatori e accompagnandoli alla scoperta dei tesori dell’arte cittadini.
Il progetto nasce da un accordo tra il Comune e il Centro di salute mentale e partirà da lunedì prossimo.

Il progetto nel Museo del Cristallo, Archeologico e di San Pietro

I ragazzi selezionati seguiranno un percorso formativo con l’obiettivo di diventare le guide dei gruppi che visiteranno il Museo del Cristallo, che racconta la storia produttiva e artigiana di Colle, il Museo San Pietro, spazio culturale e luogo di incontro nel cuore della città, e il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” al Palazzo Pretorio, che custodisce le radici etrusche e romane del territorio.

“Questa collaborazione rappresenta uno dei tasselli più innovativi del percorso di Colle di Val d’Elsa verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura – sottolinea l’assessore comunale al welfare Daniele Tozziun modello in cui il patrimonio artistico non viene solo valorizzato, ma messo al servizio della comunità, diventando parte integrante di un nuovo patto di cittadinanza e di solidarietà sociale. Il progetto non è una forma di mera assistenza o volontariato a margine delle strutture, ma di una vera partecipazione alla loro quotidianità: accoglienza, relazione con i visitatori, presenza attiva negli spazi. Tutto avviene in modo graduale, condiviso e rispettoso dei percorsi terapeutici individuali, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza, la fiducia in sé stessi e la consapevolezza di avere un ruolo nella vita culturale della città.”

Il Comune sta attivando anche altri percorsi di questo tipo. Uno riguarda il mondo della scuola. Dal 2026 le classi della città, ogni anno, trascorreranno un periodo di didattica all’interno dei musei, trasformando le sale espositive in vere e proprie aule.

A questo si affianca la collaborazione con le associazioni che lavorano con persone affette da autismo. Insieme a loro si stanno creando laboratori basati sulla manualità e sulle abilità creative, nei quali saranno proprio i ragazzi a guidare e insegnare.

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