La Fortezza è stata fondata da Armando Punzo nel 1988 all’interno del carcere di Volterra, ed è una delle Compagnie di ricerca teatrale più note e premiate al mondo, e la più longeva esperienza di teatro professionale all’interno di un istituto penitenziario.
Per la prima volta il 9 e 10 aprile la Compagnia della Fortezza sarà in scena al Teatro della Pergola, sempre sotto la direzione di Punzo, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Leone d’Oro alla carriera.
Lo spettacolo “Cenerentola – L’arte, la scienza e la conoscenza” (regia e drammaturgia di Punzo) è il quarto capitolo di una saga cominciata 10 anni fa, un riscrittura per dare forma a una Cenerentola intesa come “utopia che si può realizzare”, come “vita senza paura”.
Cenerentola: la cenere di un mondo che brucia per far spazio al nuovo
Nella visione di Punzo, Cenerentola rappresenta il principio vitale che genera vita, la curiosità che spesso dimentichiamo di esercitare, la forza in divenire che ci sostiene.
Cenerentola ha in sé tutte le possibilità, è uomo, donna, pianta, animale, è sé stessa e allo stesso tempo oltre sé stessa. È acqua, terra, fuoco, aria, è stella in un universo di stelle lucenti e pianeti spenti
La cenere che la ricopre non è simbolo di miseria, ma di un mondo che brucia per far posto a uno nuovo, un punto di fuga per un’azione che sconvolge il canone e apre a nuove prospettive.
“Cenerentola ha in sé tutte le possibilità, è uomo, donna, pianta, animale, è sé stessa e allo stesso tempo oltre sé stessa. – ha dichiarato Armando Punzo – È acqua, terra, fuoco, aria, è stella in un universo di stelle lucenti e pianeti spenti, abbandonati questi ultimi, a specchio con noi, al loro solitario inutile vagare e girare su sé stessi. Ma non lo sa ancora, non le si è ancora rivelata quella fenditura del reale che la porterà lontano da ciò che è stata indotta a pensare di essere.
L’arte, come Cenerentola, possiede mille potenzialità che si manifestano a contatto con il mondo. Non deve preoccuparsi di sentirsi utile, anche quando la solitudine dell’artista può essere disperante. Non dovrebbe ridursi a mendicare accettazione, accoglienza e funzioni, non dovrebbe recedere dalle sue prerogative rivoluzionarie per compiacere un mondo, la società, e uomini che sentono minacciate le proprie certezze. Dovrebbe essere la favola del possibile.”

Cenerentola – © Stefano Vaja
La Compagnia della Fortezza
La storia della Compagnia della Fortezza si snoda lungo oltre trentacinque anni di lavoro totalizzante, quotidiano e a tempo pieno, con circa ottanta detenuti-attori, il percorso registico di un artista sciamano come Armando Punzo realizzando oltre quaranta spettacoli.
Spettacoli clamorosi e pluripremiati in Italia e all’estero: Marat-Sade, I negri, I Pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht, Hamlice – Saggio sulla fine di una civiltà, Beatitudo sono solo alcuni dei titoli più memorabili che disegnano l’indagine di Punzo sui grandi temi umani facendo di un carcere penale come la Fortezza medicea di Volterra un centro culturale all’avanguardia.
Da Volterra sono germinate numerose iniziative, come quella che ha visto l’Italia capofila del progetto europeo “Teatro e carcere in Europa”, coinvolgendo istituzioni penitenziarie di Francia, Spagna, Svezia, Germania, Gran Bretagna.
